Belgio, quindicenne vuole farsi monaco buddista: stop del tribunale

La decisione della Corte d'appello del Tribunale dei minori di Gand

Giel, un ragazzo fiammingo di 15 anni, voleva andare in India per diventare un monaco buddista. Ma la Corte d'appello del Tribunale dei minori di Gand ha bloccato l'autorizzazione a partire del minorenne, a un'ora dalla partenza in aeroporto. I magistrati hanno chiesto più tempo per verificare se l'adolescente sia stato libero nella sua scelta e se abbia avuto un'educazione adatta alla sua età.

Qualche giorno fa la tv aveva trasmesso un reportage sul ragazzo, e una volta a New Delhi sarebbe stato accolto dai monaci e portato nel convento di Jonang Takten Phuntsok Choeling a Sanjauli, nel Nord dell'India al confine con il Tibet. Il convento si trova ai piedi dell'Himalaya a 2.400 metri di altezza, e lì Giel sarebbe dovuto rimanere almeno 15 anni: i primi 3 per imparare il tibetano e gli altri 12 per seguire il percorso spirituale e di studi per diventare 'tulku', ovvero maestro buddista.

Ma lo zio del 15enne ha accusato la madre di avergli fatto condurre una vita completamente isolata, in un rapporto simbiotico con lei. E' stata proprio la madre a iniziarlo al buddismo, e l'uomo ha riferito di non potersi nemmeno avvicinare al nipote.

La donna invece ha sempre assicurato che Giel sarebbe stato libero di tornare in Belgio in qualsiasi momento, se avesse cambiato idea e ha smentito qualsiasi tipo di pressione psicologica o condizionamento. Giel stesso intanto si è augurato di poter partire presto.

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