Filippine, 87 morti nella battaglia urbana di Zamboanga

Negli scontri fra l’esercito l’aviazione filippini e i separatisti islamici sono andate distrutte 850 abitazioni e sfollati 82mila civili

Sale a 87 il numero delle vittime degli scontri che a Zamboanga, nel sud dell’arcipelago, vedono opposte le forze di sicurezza a un gruppo di ribelli islamici. A riferirlo è l’esercito di Manila che ha annunciato di avere liberati 150 civili che, da ieri, erano ostaggi dei ribelli.

Le forze di sicurezza hanno, inoltre, riconquistato il 70% delle aree occupate inizialmente dai guerriglieri.

Per riconquistare i quartieri dove i ribelli del Mnlf (Fronte Nazionale di Liberazione Moro) sono asserragliati dal 9 settembre l’esercito ha fatto ricorso all’aviazione e , con attacchi mirati, ha ucciso un totale di 71 miliziani. Durante le operazioni sono rimasti uccisi anche 7 civili.

Il bilancio dello battaglia è pesantissimo: 850 case sono andate distrutte, mentre il numero degli sfollati è salito a 82mila.

All’origine degli scontri c’è la protesta del Mnlf contro l’accordo di pace sottoscritto fra il governo filippino e un gruppo separatista rivale, il Milf, per la creazione di una regione autonoma sull’isola di Mindanao, dove sorge Zamboanga. La città di 800mila abitanti è a maggioranza cattolica, ma nell’isola la comunità musulmana cova da decenni ambizioni separatiste che sono emerse con prepotenza negli ultimi giorni.

Foto © Getty Images

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