San Gennaro 2013, il miracolo si ripete. O è tissotropia?

Alcuni scienziati sospettano che il miracolo sia dovuto al fenomeno della tissotropia.

Per molti napoletani San Gennaro il suo miracolo lo ha già compiuto ieri sera, quando Higuain e Insigne hanno portato il Napoli alla vittoria contro i vice-campioni d'Europa in carica del Borussia Dortmund nella prima partita in Champions League, per tutti gli altri, invece, è avvenuto stamattina, tra le mani dell'arcivescovo Crescenzio Sepe che agitando l'ampolla che conterrebbe il sangue del santo lo ha visto liquefarsi davanti ai suoi occhi e a quelli di tutti i presenti, alcuni in attesa già dalle primissime ore del mattino per assistere all'evento.

La religione, si sa, è sempre strettamente connessa alla superstizione e alla scaramanzia, perciò, in tempi come questi, è più che mai importante che il miracolo sia avvenuto, altrimenti si sarebbe diffuso un profondo pessimismo in città.

Ogni volta che avviene la liquefazione del sangue di San Gennaro, se da una parte c'è un'intera popolazione felice per l'evento, dall'altra ci sono gli scettici, coloro che non credono che quello contenuto nell'ampolla sia davvero sangue e che sia davvero del santo.

A tal proposito è interessante ricordare un articolo pubblicato sulla più prestigiosa rivista scientifica del mondo, Nature, che nel 1991 ha ospitato un intervento di tre ricercatori italiani, Luigi Garlaschelli, Franco Ramaccini e Sergio Della Sala, tutti membri del Cicap, il Comitato italiano di controllo delle affermazioni sul paranormale.

Ebbene, precisando prima di tutto che le autorità ecclesiastiche, al di là di due analisi spettroscopiche (una nel 1902 e l'altra nel 1989), non hanno consentito a scienziati super-partes di esaminare il contento dell'ampolla, i tre ricercatori hanno dimostrato che con elementi esistenti in natura da sempre è possibile creare il fenomeno della tissotropia, senza tuttavia pretendere di giustificare in questo modo il miracolo, ma facendo una semplice ipotesi.

Per capire di cosa si tratta basa pensare a un alimento molto comune: avete presente il ketchup? La gustosa salsa che quando viene lasciata ferma nel contenitore è in uno stato semisolido e quando viene agitata diventa fluida. Bene, la tissotropia consiste proprio in questo e per creare un gel capace di liquefarsi se sottoposto a sollecitazioni meccaniche come quelle messe in atto dal cardinale che prende in mano la reliquia, basta avere delle sostanze che anche nel Medioevo erano disponibili: carbonato di calcio (contenuto per esempio nel guscio d'uovo), sale da cucina e cloruro ferrico (che si trova nella molisite, un minerale tipico dei vulcani). Le prime notizie sulla reliquia risalgono al 1389, epoca in cui già esistevano tecniche che avrebbero potuto consentire di creare una sostanza tissotropica.

I ricercatori del Cicap hanno anche spiegato che l'idrossido ferrico potrebbe spiegare i picchi di assorbimento del ferro riscontrati dalle analisi spettroscopiche condotte sulla reliquia e che sono stati considerati come una prova della presenza di emoglobina nella sostanza contenuta nell'ampolla.

Che siate per la religione o per la scienza, probabilmente in periodi difficili come quelli che stiamo vivendo il "non è vero, ma ci credo" vale un po' per tutti, quindi, in ogni caso, possiamo tirare un sospiro di sollievo, il sangue si è liquefatto...

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