I donatori di sangue andranno in pensione più tardi: Avis guida la protesta contro la riforma Fornero

I lavoratori devono infatti recuperare i giorni di permesso presi per donare

Donatori di sangue beffati alla soglia della pensione 'grazie' alla Riforma Fornero: infatti gli aspiranti pensionati saranno costretti a recuperare i giorni in cui sono rimasti a casa per la donazione, seppure con permesso.

Qualche mese fa era stato lanciato un allarme in merito, che però è rimasto inascoltato. I pensionandi hanno due possibilità: o continuare a lavorare per recuperare i giorni 'persi' oppure smettere il giorno prestabilito, ma con una pensione diminuita del 2%.

Nel caso, si parla di moltissimi giorni da recuperare: un iscritto all'Avis infatti può donare fino a quattro volte l'anno. Se si contano quarant'anni di servizio - necessari per andare in pensione - si può fare un rapido calcolo.

L'associazione italiana che riunisce i donatori di sangue è quindi sul piede di guerra. La protesta è partita da Cremona, la città che ha più iscritti. Il presidente Ferruccio Giovetti ha spiegato:

"I nostri associati si sono recati ai patronati per i conteggi e hanno scoperto la sorpresa: i giorni utilizzati per dare il sangue non vengono calcolati ai fini pensionistici. La nostra sede è presa d'assalto. Una persona in buona salute può fare sino a quattro donazioni all'anno per vari anni. Questo significa altri mesi di lavoro. Ci sono situazioni che stringono il cuore"

Solo a Cremona ci sono 6mila donatori, e in tutto, in Provincia, sono 17mila.

Domani, mercoledì, il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin incontrerà il presidente nazionale dell'Avis, Vincenzo Saturni, e anche l'Inps sta seguendo la vicenda. Perchè non si può penalizzare chi compie in modo totalmente gratuito e altruista un gesto generoso che salva delle vite.

Via | Corriere.it

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO