Gaza: finito combustibile, ferma la centrale elettrica

Gli abitanti della Striscia ora dovranno sopportare blackout fino a 12 ore al giorno.

Ha interrotto produzione

Finito il combustibile, si è fermata la principale centrale elettrica di Gaza. Lo ha reso noto l'Autorità per l'energia di Hamas. La popolazione dell'enclave palestinese è stata informata che in futuro verrà ridotto da otto ad appena quattro o cinque ore al giorno l'erogazione di energia. La centrale garantiva infatti un terzo del fabbisogno di elettricità della Striscia di Gaza; altre limitate forniture arrivano da Israele attraverso l'Autorità Nazionale Palestinese.

Il quotidiano Haaretz fornisce altri dettagli sulla situazione. In tutto, sono 1,8 milioni gli abitanti residenti nella Striscia di Gaza. Fathy Asheik, presidente del Gaza Energy Authority, ha detto che non c'è abbastanza carburante per far funzionare gli impianti. Negli ultimi anni, proprio per questo motivo, gli abitanti hanno dovuto subire quasi otto ore di black out elettrico ogni giorno. Adesso si passerà a 12.

Come si è arrivati a questa situazione? I rifornimenti sono crollati quando a giugno l'Egitto ha iniziato a demolire i tunnel di contrabbando lungo il confine, che erano un canale di importazione. L'autorità palestinese filo-occidentale la scorsa settimana aveva promesso che avrebbe spedito carburante a Gaza senza che gli abitanti della Striscia dovessero pagare la tassa, permettendo così ad Hamas di comprare 400 mila litri di carburante al giorno.

La stessa autorità ha successivamente annullato la sua offerta. La centrale elettrica di Gaza produceva fino a 65 megawatt. Da Israele, arrivano poi 120 megawatt, l'Egitto ne fornisce a sua volta 24. L'autorità palestinese ha fatto sapere che i due Paesi vengono pagati per smistare l'energia verso la Striscia.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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