Le assegnano la cattedra dopo 14 anni, ma ormai è morta

La vicenda paradossale di un'insegnante romana morta nel 2005


Nel 1999 aveva partecipato a un concorso per diventare maestra di ruolo, e l'aveva vinto. Ma la cattedra non arrivava, e lei, che aveva cominciato a lavorare nel 1995, a 23 anni, aveva continuato a fare supplenze in attesa di quella cattedra tanto attesa, finché non si era dovuta ritirare per dei gravi problemi al cuore. Finché, nel 2005, non è morta a soli 33 anni per le conseguenze di quel problema cardiaco. Questa la storia di Sabrina C., maestra romana, che però oggi si arricchisce di un nuovo, paradossale, particolare.

Alla famiglia di Sabrina è infatti arrivata una raccomandata da parte del ministero dell'Istruzione e dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio: Sabrina ha finalmente ottenuto la cattedra di ruolo. Peccato che sia morta da otto anni, e che infatti dal 2005 siano anche cessate le convocazioni da parte delle scuole.

Un problema nell'aggiornamento dei dati, unito con la proverbiale lentezza della burocrazia italiana, ha portato a questa vicenda che non fa altro che riaprire le ferite della famiglia della giovane maestra.

Quando ho visto la raccomandata ho pensato si trattasse di qualche comunicazione dalla Asl. Ma quando ho letto cosa c'era scritto non volevo crederci: Sabrina era passata di ruolo a otto anni dalla morte e sapere quanto fosse importante per lei non ha fatto altro che riaprire una ferita. In un attimo sono tornati i ricordi e, con loro, il dolore della sua scomparsa

ha dichiarato la sorella di Sabrina.

A otto anni dalla morte, e a dieci da quando decise di ritirarsi dall'insegnamento per motivi di salute, le autorità scolastiche hanno deciso di assegnarle quello che le spettava per un concorso vinto 14 anni fa: questi i tempi biblici della burocrazia italiana. Tempi che migliaia di insegnanti, precari e non, conoscono bene sulla loro pelle, ma che in questo caso assume contorni ancora più amari.

Così come sembra amaramente ironico che sia il fratello che la sorella di Sabrina siano al momento disoccupati.

Sapere che almeno lei si sarebbe finalmente sistemata, soprattutto in un periodo di crisi come questo, sembra un'ulteriore presa in giro.

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