Satellite Goce diretta: rientra nell'atmosfera senza danni

Fine dell'allarme per la caduta del satellite Goce: niente danni.

Satellite Goce

5.23: tanto rumore per nulla. Il satellite Goce è rientrato nell'atmosfera all'una circa (ora dell'Europa Centrale) e si è disintegrato senza danni.
Lo rende noto l'Agenzia spaziale europea, che precisa anche che questo era il comportamento atteso.

11 novembre, ore 2.15: non arriva più nessun segnale dal satellite Goce. Questo significa che l'impatto con l'atmosfera dovrebbe essere imminente. Le zone più probabili in cui potrebbero cadere i frammenti sono l'Oceano Pacifico, l'Oceano Indiano e parte dell'Asia. Escluso dunque, per il momento, che ci siano conseguenze anche per l'Italia.

16:46 I frammenti del rientro incontrollato di Goce, non cadranno sul territorio italiano, contrariamente a quanto segnalato dalla Protezione Civile. A sconfessare l’allarme lanciato ieri è stato lo stesso responsabile della missione Goce per l’Esa, Rune Floberghagen che ha dichiarato all’Ansa che i dati rilasciati ieri e oggi dalla Protezione Civile italiana non sono supportati dalle analisi dell’Agenzia stessa:

non passa sull’Italia nessuna traiettoria relativa al momento dell’impatto, anche considerando i margini di incertezza.

La Protezione Civile reagisce piccata dicendo di essere stata in stretto contatto con l’Asi e manifesta la propria sorpresa per la discordanza sul piano scientifico fra le elaborazioni dell’Esa e quelle del dipartimento dell’Asi, due agenzie che “dovrebbero collaborare per fornire ai Paesi interessati le analisi più puntuali possibili”.

Ma il vero paradosso è che secondo gli ultimi dati i frammenti potrebbero anche cadere sulle regioni polari e le aree deserte dell’Australia.

10:29 Il Dipartimento, rifacendosi a un comunicato della stessa Agenzia spaciale europea, anuncia che la finestra di previsione dell'impatto è spostata rispetto alle precedenti comunicazioni.

Si è aperta oggi, 10 novembre, alle 10, e si chiude alle 9.35 di domani, lunedì 11 novembre.

Pertanto, vista la posizione del satellite,

«è stato escluso un eventuale impatto dei frammenti del satellite con il nostro territorio nella mattinata di oggi, mentre non è ancora possibile escludere la pur remota possibilità che uno o più parti possano cadere in Italia nelle altre due finestre temporali già indicate: dalle 19.44 alle 20.24 di oggi interessando potenzialmente i territori di Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e Sardegna, e dalle 7.48 alle 8.28 di domani, lunedì 11 novembre, coinvolgendo potenzialmente il Sud (Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia)».

10.20: nuovo aggiornamento dalla Protezione civile a proposito del rientro incontrollato del satellite Goce dell'Esa.

10 novembre 2013 - Il sito n2yo.com traccia in tempo reale la traiettoria e la posizione del satellite che cadrà sulla terra fra il 10 e l'11 di novembre.

Ecco la diretta.

Satellite Esa cadrà sulla Terra

Un satellite dell'Esa (Agenzia spaziale Europea) sta precipitando sulla Terra. L'impatto è previsto tra domenica sera, 10 novembre, e lunedì mattina, 11 novembre 2013, ma il problema è che non si sa dove avverrà l'impatto.

Ovviamente non ci ritroveremo nel giardino l'intero satellite "Goce" da 1,1 tonnellate perché il contatto con l'atmosfera lo ridurrà in brandelli e secondo gli astronomi dell'Esa non ci sarebbe da preoccuparsi perché la Terra viene continuamente bombardata da meteoriti naturali, tra i 18mila e gli 84mila all'anno, non più grandi di 10 grammi per una massa totale di 37mila-78mila tonnellate, vale a dire 101-214 tonnellate al giorno. Questo significa che una tonnellata in più, dovuta alla caduta del Goce, è un aumento di appena lo 0,5 massimo 1%.

Può tornare utile l'esempio fatto da Stuart Clark sul The Guardian che fa notare come la meteora Chelyabinsk, che ha colpito la Russia lo scorso 15 febbraio ferendo alcune persone e provocando danni, pesasse oltre 12mila volte di più del satellite che sta cadendo ora. Già quando è stato mandato in orbita si sapeva che il destino del "Goce" sarebbe stato quello di cadere in modo incontrollabile, ma si sapeva anche che non sarebbe potuto essere pericoloso per i terrestri. Tuttavia la sua caduta libera è malvista dagli accordi internazionali, per questo i prossimi satelliti saranno progettati in modo da includere motori che permetteranno loro di essere orientati verso l'Oceano al momento della caduta.

Il satellite in questione, che è in orbita dal 2009 per misurare il campo gravitazionale terrestre, ha finito il combustibile lo scorso mese e ora è in un'orbita discendente a meno di 160 km di quota. Quando raggiungerà gli 80 km inizierà a disintegrarsi in tanti frammenti che cadranno sulla Terra come le stelle cadenti, ma questa volta artificiali. Quattro quinti del materiale brucerà a causa del calore che viene prodotto dall'attrito del satellite con l'atmosfera terrestre.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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