Tempesta di San Martino: le Marche chiedono lo stato di emergenza

Dal nord al sud i forti venti hanno causato black out, alimentato incendi e provocati disagi alla circolazione.

13 novembre 2013: la situazione nelle Marche, fortemente colpita dal maltempo negli ultimi giorni, sta lentamente migliorando, ma i danni provocati da frane e allagamenti hanno spinto la regione a chiedere lo stato di emergenza ai sensi dell'art. 5 della Legge n. 225 del 1992.

La richiesta è stata inviata stamattina dal presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca al Capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Franco Gabrielli, e in essa è stato ricordato come questa ondata di maltempo abbia provocato due vittime nel Pesarese e causato importanti danni a famiglie e attività produttive.

Il ciclone Venere, intanto, sta lentamente abbandonando le Marche - già da giovedì si potrà tirare un sospiro di sollievo - e si sta spostando verso il Sud, dove arriverà in tutta la sua potenza nella giornata di domani.

Se per giovedì è previsto un lieve miglioramento su tutto il Paese, dal giorno successivo la situazione si fa nuovamente delicata, con precipitazioni importanti da Nord a Sud, forti temporali tra Puglia e Calabria e nevicate in Piemonte e Valle D’Aosta.

Frane e 2 morti per il maltempo nelle Marche

La costa adriatica italiana è in ginocchio, dopo che il maltempo ha letteralmente flagellato le Marche; a 24 ore dalla tempesta prosegue la conta dei danni e delle vittime: sono due le persone rimaste uccise dal maltempo, entrambe nel Pesarese, mentre decine di persone sono state evacuate nel Fabrianese, a Genga e San Vittore, e nella provincia di Ascoli Piceno.

Torrenti e fiumi esondati, frane e smottamenti in tutta la regione che hanno portato alla chiusura di numerose strade: a Roccafluvione (Ap) una ragazza è rimasta travolta da una frana mentre era in auto ed è stata tratta in salvo dai Vigili del Fuoco soltanto sei ore dopo; caricata a bordo di un'ambulanza, anche il mezzo di soccorso è rimasto bloccato da una seconda frana, che è stato possibile rimuovere solo in seguito all'intervento di una gru.

Continua a restare chiuso il porto di Ancona, anche se le autorità portuali stanno valutandone la riapertura nella tarda mattinata di oggi, anche se le previsioni meteo mostrano nuove possibili piogge e rovesci su tutta l'area adriatica.

Il maltempo fa danni in tutta Italia

Lo strano autunno caldo che ci ha accompagnati fino a ieri sembra essersi bruscamente interrotto. Colpa della Tempesta di San Martino (altresì nota come Ciclone Venere) che si è abbattuta sull'Italia dal nord al sud e non ha ancora finito di fare danni. I primi temporali si sono abbattuti ieri sera sulla Campania, facendo danni soprattutto tra le province di Napoli e Salerno: 70 millimetri di pioggia, frane, allagamenti e conseguenti disagi.

Non sono state risparmiate neanche Sicilia (soprattutto il nord-est) e la Calabria. Ancora alto il livello di allerta in Sardegna: a Cagliari sono caduti parecchi rami, ma soprattutto si parla di "rischio ideogeologico" tra Campidano, Flumendosa-Flumineddu e Gallura. L'allerta proseguirà almeno per le prossime 24 ore.

Gravi danni anche in Liguria, in particolar modo a Ponente nella zona di Savona e Imperia. Alberi e cartelli stradali divelti, problemi alla linea elettrica, black out completo a Loano. Incendi alimentati dal vento si sono registrati tra Varazze, Vado Ligure e Segno. I venti stanno ancora soffiando molto forte su Genova, dove sono stati chiusi tutti i parchi fatta eccezione per quello di Nervi (dov'è crollato il pino marittimo più antico), all'interno del quale si trovano alcuni istituti scolastici. In serata dovrebbero placarsi i venti e migliorare le condizioni climatiche.

A Trieste ha iniziato a soffiare la bora, fino a 103 chilometri orari, ma i venti forti stanno colpendo anche la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia. Nemmeno il centro Italia è stato però risparmiato dal Ciclone Venere, che ha colpito l'Emilia Romagna e le Marche causando ritardi sulle linee ferroviarie, sulle quali si sono registrate parecchie interruzioni della linea elettrica.

Decine gli alberi caduti a Fiumicino, che hanno richiesto l'intervento della Protezione Civile. In tutto il Lazio si sono però registrati venti e piogge forti, in alcune aree si segnalano anche allagamenti per via dei tombini ostruiti. In tutto questo, si segnalano anche le prime nevicate in alta quota, sul Monte Terminillo e sul Gran Sasso.

Foto | Twitter | Marco Ferri

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