Milano: uccise tre persone a colpi di piccone, Kabobo cerca di strangolare compagno di cella

Il ghanese è stato ora spostato in isolamento, sorvegliato a vista. Andrà a processo il prossimo 28 gennaio per il triplice omicidio.

L'uomo che ha ucciso con il piccone

"Me l'ha ordinato Dio". Kabobo, l'uomo che l'11 maggio scorso uccise a colpi di piccone tre passanti a Milano, ha tentato alcuni giorni fa di strangolare il compagno di cella nel carcere di San Vittore. La giustificazione sempre la stessa: "Sento delle voci che mi ordinano di uccidere". A salvare il detenuto è stato il pronto intervento delle guardie penitenziarie.

La vittima di Kabobo se l'è cavata con un grande spavento e qualche ferita lieve. L'avvocato Benedetto Ciccarone, che difende il ghanese insieme al legale Francesca Colasuonno, spiega: "Noi non siamo informati da alcuno di quanto è accaduto". Il difensore ha aggiunto di essere andato a trovare Kabobo alcuni giorni fa e che gli aveva raccontato di star condividendo la cella con un altro detenuto.

Ciccarone precisa poi: "E' una cosa molto strana e grave che un detenuto come Kabobo, con seri problemi psichiatrici e che sta seguendo delle terapie, venga messo nella stessa cella con un'altra persona". Dopo l'aggressione, il ghanese è stato trasferito in isolamento, sorvegliato a vista. Continua a seguire le terapie psichiatriche.

Una perizia disposta dal gup di Milano Andrea Ghinetti, effettuata alcune settimane fa, aveva stabilito che Kabobo, al momento del triplice omicidio, aveva una "capacità di intendere" che era "grandemente scemata, ma non totalmente assente". E la sua "capacità di volere" era "sufficientemente conservata". Da qui la richiesta di giudizio immediato da parte del pm di Milano, Isidoro Palma, accolta dal giudice, che ha fissato il processo per il prossimo 28 gennaio davanti alla Corte d'Assise. La difesa presenterà richiesta di rito abbreviato.

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