Quattro marine morti in un’esercitazione a Camp Pendleton

Secondo i primi rilevamenti l’incidente potrebbe essere stato causato dall’improvvisa detonazione di materiale inesploso

Quattro soldati della Marina americana sono rimasti uccisi mercoledì 13 novembre, durante un’esercitazione a Camp Pendleton, una base militare situata in California. L’incidente mortale è il più grave dopo quello avvenuto nel febbraio 2012, nei cieli al confine fra Arizona e California quando morirono tre soldati di Camp Pendleton e uno di Yuma.

I loro nomi non sono stati ancora resi ufficiali. Verrà seguito il protocollo secondo il quale la notizia deve essere prima comunicata alle famiglie. I quattro marine stavano lavorando in una zona del campo utilizzata per le esercitazioni. Le indagini sono tutt’ora in corso, ma, secondo le prime ipotesi, l’incidente potrebbe essere avvenuto a causa dell’improvvisa detonazione di ordigni inesplosi.

Porgiamo le nostre sentite preghiere e condoglianze alle famiglie dei marine deceduti quest’oggi in questo tragico incidente. La nostra priorità è fornire alle famiglie il sostegno del quale hanno bisogno in questo momento,

ha dichiarato il generale John W. Bullard, comandante generale di Camp Pendleton.

Nel marzo di quest’anno sette marine eranno rimasti uccisi all’Hawthorne Army Depot in Nevada, a causa dell’esplosione di un mortaio. Una successiva indagine ha rivelato le inadempienze dei marine nelle procedure di utilizzo del mortaio ed ha portato all’allontanamento di tre marine dal loro incarico. I tre soldati dichiararono di essere stati sollevati dall’incarico poiché il generale aveva “perso la fiducia nelle loro capacità di garantire una preparazione adeguata per e nella condotta delle esercitazioni sul campo con armi da fuoco.

Foto © Getty Images

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