Iraq, Ashura di sangue: decine di morti in tutto il Paese

Decine di morti in tutto il Paese. Ad Al-Sadiya trenta persone muoiono durante una celebrazione legata alla festività dell’Ashura

Un attentato kamikaze durante un rituale religioso ad Al-Sadiya, nella zona est dell’Iraq, ha ucciso 30 persone, ferendone altre 67. A riferirlo è stato un funzionario locale che comunicato come, attualmente, nessun gruppo abbia rivendicato l’attentato. Nell’ultimo giorno dell’Ashura, un pellegrinaggio annuale che dura dieci giorni, l’uomo ha fatto detonare la cintura esplosiva in mezzo a una folla di pellegrini, prevalentemente curdi.

Ieri altre 19 persone erano morte in un attentato simile contro polizia e pellegrini a Tikrit. E a Falluja quattro persone erano morte a causa di un attacco alla casa di un poliziotto.

In un altro attentato avvenuto oggi a Hafriyah due bombe hanno fatto almeno otto morti e decine di feriti, sempre durante un raduno di sciiti.

Nonostante un massiccio impiego delle forze di polizia e dell’esercito, l’Iraq continua a essere una polveriera. Dall’inizio del 2013 sono state circa 5600 le vittime dello scontro confessionale fra sunniti e sciiti, spesso allargato ad altre minoranze etniche del Paese.

Una vera e propria guerra civile, dove alla strategia della guerriglia si è sostituita quella degli attacchi terroristici. E molto spesso sono le celebrazioni religiose e i funerali i momenti in cui vengono portati gli attacchi, poiché la natura stessa di questi eventi permette agli attentatori di focalizzarsi su di un target molto preciso.

Foto © Getty Images

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