'Ndrangheta: arrestato l'ex boss e pentito Antonino Lo Giudice

A giugno era scappato dai domiciliari, ritrattando le dichiarazioni rese da collaboratore di giustizia, e facendo perdere le sue tracce.

Ex boss della ''ndrangheta

Antonino Lo Giudice, boss della 'ndrangheta e collaboratore di giustizia, è stato arrestato a Reggio Calabria. Lo scorso 3 giugno era riuscito a fuggire dagli arresti domiciliari a cui era sottoposto. L'operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra mobile del capoluogo reggino e dallo Sco. Lo Giudice era stato condannato a sei anni e quattro mesi per la stagione delle bombe e per le intimidazioni ai giudici di Reggio Calabria del 2010, tra cui l'attentato al procuratore Di Landro.

Al momento della fuga, aveva ritrattato la sua posizione di collaboratore di giustizia. Aveva infatti fatto recapitare a due avvocati calabresi un memoriale nel quale ritrattava tutte le sue dichiarazioni, sostenendo che la sua collaborazione con la giustizia era dovuta a pressioni da parte di alcuni magistrati di Reggio Calabria. Gli uomini dello Sco da due settimane erano sulle sua tracce.

Avevano infatti seguito "la sua famiglia". Ieri hanno avuto la certezza che il "Nano", come era soprannominato Lo Giudice, si trovasse nell'appartamento all'estrema periferia di Reggio Calabria, in località Vito. In queste ore, è in corso una perquisizione da parte della Scientifica perché sarebbe stato trovato molto materiale cartaceo e informatico nella casa.

Lo Giudice era a capo dell'omonimo gruppo criminale. Due i memoriali che aveva fatto arrivare a due avvocati reggini; il primo a giugno, a poche ore dalla scomparsa dai domiciliari, il secondo ad agosto. Le forze dell'ordine hanno seguito una tradizione mafiosa per ritrovare l'ex pentito: i boss, infatti, non abbandonano mai il loro territorio. E così è stato anche questa volta.

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