Quant'è generoso Mister Esselunga! 80 milioni di euro regalati ai parenti in 10 anni

Bernardo Caprotti ha regalato aziende, case, auto e assegni a sei zeri ai suoi cari e tutto in perfetta regola.

Bernardo Caprotti è noto, oltre che per il suo indiscutibile successo imprenditoriale con la sua azienda dal fatturato di 6,8 miliardi, anche per le sue beghe familiari e i rapporti complicati con i figli cui non vuole lasciare la catena Esselunga, ma nonostante questo non si può evitare di dire che sia un uomo veramente generoso.

Da 40 atti notarili redatti dal 2002 in poi, tutti perfettamente regolari, registrati nel pieno rispetto delle norme dal suo notaio e dall'Agenzia delle Entrate, emerge che Caprotti ha fatto regali a parenti e collaboratori per un totale di circa 80 milioni di euro.
Come li ha spesi? Per esempio regalando alla seconda moglie Giuliana Albera 18 milioni di Cct più altre donazioni da circa 30 milioni e una società, la Dom 2000, più la casa di famiglia che si trova a Milano vicino alla Scala e altri immobili e negozi Esselunga dai quali vengono generati 15 milioni di ricavi.

I nipoti hanno avuto un assegno di 4 milioni ciascuno, uno di loro, Andrea, ha avuto anche l'intero capitale della holding Sabbia Rosa. E poi c'è il controllo della Compagnie Ittiche Riunite diGolfo Aranci a Olbia, che ha un fatturato di 6,6 milioni di euro.

Tre manager della sua azienda hanno avuto una donazione una tantum di un milione di euro più l'8% di tasse e una Bentley a testa. La più premiata è la segretaria Germana Chiodi, che negli anni è diventata una dirigente e ora è in pensione, ma presta ancora consulenza all'azienda di Caprotti ed è considerata molto influente su tutte le decisioni importanti: a lei sono andati 10 milioni.

E i figli? Marina Sylvia, oggi 35enne, avuta da Giuliana Albera, è l'unica attualmente presente nel consiglio di amministrazione del gruppo Esselunga e ha avuto 10 milioni di euro in regalo, tutti cash. Sono andati peggio, invece, i figli di primo letto, che ora sono in causa con il padre: Giuseppe, 52enne, per un periodo è stato a capo dell'azienda, poi è stato cacciato nel 2004 e ha avuto solo un regalo di 2,82 milioni undici anni fa e niente più; Violetta, 51 anni, ha rotto con Bernardo due anni fa e nel frattempo ha avuto circa 7,5 milioni e una società svizzera che è proprietaria di una grande villa e del terreno intorno.

Ora però Violetta e Giuseppe rivendicano la titolarità delle azioni Esselunga: si tratta di azioni che sono state intestate fiduciariamente a loro molti anni fa, ma nel 2011 Bernardo ha estinto il mandato fiduciario e se le è riprese. L'arbitrato ha dato ragione al padre, ma il prossimo 3 dicembre c'è l'udienza in Corte d'Appello.

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