Libia: scontri a Bengasi tra esercito e jihadisti, 14 morti

Il premier ha invitato la popolazione alla calma, riportando l'ordine in città nel primo pomeriggio di ieri.

Per gli scontri di ieri

Almeno 14 morti e 51 feriti negli scontri che da ieri infiammano Bengasi, in Libia. A confrontarsi l'esercito e i miliziani di Ansar al-Sharia, gruppo filo-al Qaeda. Questi ultimi sono considerati i responsabili dell'attacco al consolato Usa nel 2012. Ieri pomeriggio, il governo aveva diffuso un comunicato in cui invitava la popolazione alla calma. Il premier Ali Zeidan è volato in fretta e furia e Bengasi, dove si è incontrato con le autorità locali.

Domenica scorsa, la situazione in Libia era stata al centro di un incontro, a Londra, tra lo stesso Zeidan e il segretario di stato americano John Kerry. Ieri mattina i primi scontri, quando una pattuglia delle forze speciali è stata attaccata nei pressi del quartier generale di Ansar al-Sharia. Da lì, è stato un susseguirsi di esplosioni e spari in diversi quartieri della città.

Testimoni hanno parlato di veri e propri combattimenti per le strade. Alcuni residenti, nonostante l'appello alla calma, hanno incendiato un locale del gruppo salafita. Solo nel primo pomeriggio di ieri, a Bengasi, è tornata la calma. I negozi hanno ripreso la loro normale attività e il traffico è tornato regolare. Con un pesante bilancio, però, alle spalle.

Mentre si tenta anche la mediazione tra dignitari tribali locali e attivisti della società civile. Il gruppo Ansar al-Sharia è nato dopo la caduta di Muammar Gheddafi; il suo braccio militare è composto da ex ribelli che hanno combattuto le forze lealiste nel 2011. Il gruppo salafita è sospettato di attacchi a magistrati e membri delle forze di sicurezza, così come di essere stato responsabile dell'attacco al consolato americano nel settembre 2012, in cui morì il governatore Chris Stevens.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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