Rogo di Prato, il sindaco: “Può succedere ancora”

Secondo Emilio Miceli di Filctem-Cgil, a Prato è presente “la più grande concentrazione di lavoro nero d’Europa”

Per il sindaco di Prato Roberto Cenni, quella di domenica notte è stata “una tragedia annunciata” per la quale occorre “un impegno a livello nazionale”, poiché gli enti locali non possono contrastare fenomeni di questo tipo senza un coordinamento sovracomunale e sovraregionale.

L’unico corpo identificato è quello di un immigrato irregolare e l’obitorio, almeno per il momento, nessuno è andato a reclamare le salme, elemento che induce gli inquirenti a pensare che anche gli operai morti fra le fiamme possano essere irregolari.

Il procuratore capo di Prato, Piero Tony, ha contestato i reati di disastro colposo, omicidio colposo plurimo, omissione di norme di sicurezza e sfruttamento di manodopera clandestina.

Secondo il magistrato “la maggior parte delle aziende sono organizzate così: è il far west”. L’incendio si è sviluppato nella parte destra del capannone dove era stata piazzata una cucinetta e non ha avuto origine dolosa. Nella fabbrica era presente anche la fibra di amianto. Se all’obitorio non è accorso nessuno, alcuni membri della comunità cinese di Prato sono giunti sul luogo della tragedia.

La denuncia più forte arriva da Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil:

Nessuno può affermare seriamente di non sapere cosa succede a Prato nessuno tra le istituzioni, la politica, le stesse forze sociali. Prato rappresenta probabilmente la più grande concentrazione di lavoro nero, ai limite della brutalità e della schiavitù, che esiste in Europa. Ormai Prato viene vissuta con normalità, accettata, legittimata. Chi dovrebbe vigilare non lo ha mai fatto, chi sapeva non ha mai parlato; e all'ombra di queste rimozioni si è creato un mostro difficilmente governabile. Verrebbe da dire: o lo stato di diritto, o Prato.

Secondo i dati della Cgia di Mestre, nel quadriennio 2008/2012 l’imprenditoria cinese in Italia è più che raddoppiata facendo registrare un + 116%. Fra le regioni nelle quali si è assistito al maggior incremento vi sono la Valle d’Aosta (+72,2%), il Trentino Alto Adige (70,2%) e il Piemonte (+54,8%). Nel pratese, però, l’immigrazione cinese è consolidata da molti più anni. Secondo i dati Istat del censimento 2012 su circa 185mila abitanti, a Prato i cinesi regolarmente censiti erano 11.882. Nel 2010 una stima non ufficiale aveva ipotizzato che fra cittadini regolari e irregolari la comunità cinese toccasse i 20mila abitanti.

Via | AdnKronos

Foto © Getty Images

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