Francia: multe ai clienti delle prostitute, ma le lucciole insorgono

Le prostitute preoccupate: "Perderemo clienti, quindi indipendenza, e saremo costrette a cercarci protettori".

Protestano le prostitute

La Francia contro la prostituzione e contro chi la fa proliferare, ovvero i clienti. L'Assemblea nazionale ha deciso infatti di approvare un progetto di legge che prevede multe salate per chi decide di spassarsela con una lucciola. Tra parentesi, le più feroci oppositrici di questa norma sono state proprio le meretrici. Il provvedimento è passato con 268 voti favorevoli (la grande maggioranza dei socialisti e alcuni centristi) contro 138 (gran parte della Destra Ump e degli ecologisti).

Entro fine giugno, sarà il Senato a esaminare il progetto di legge; fino a quel momento, non sarà operativo. Najat Vallaud-Belkacem, ministro delle Pari Opportunità, ha detto in aula: "Siamo al termine di un cammino disseminato di ostacoli. Abbiamo fatto un passo prezioso che invia un messaggio forte a tutta la società e alle reti criminali". Il ministro prevede di multare di 1.500 euro i clienti (il doppio in caso di recidiva) oppure, a scelta, di rieducarli con uno stage.

Abrogato, invece, il reato di adescamento passivo, introdotto nel 2003 da Nicolas Sarkozy. Le prostitute, in questo modo, non saranno più considerate colpevoli, ma vittime. Il governo francese non lascerà sole le lavoratrici della notte: investirà ogni anno 20 milioni di euro per aiutare chi vuole abbandonare la prostituzione e rifarsi una vita. Previsto inoltre un permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi, rinnovabile, per le straniere irregolari.

Le organizzazioni che si battono insieme al governo per debellare la prostituzione, come "Osez le feminisme", e l'Alto Consiglio sull'uguaglianza uomo - donna, hanno brindato parlando di "tappa storica": "Per la prima volta, una legge qualifica e condanna gli atti sessuali a pagamento come una violenza" ha detto il Mouvement du Nid. Il sindacato delle lucciole, lo Strass, ha invece protestato vivacemente. Perdendo i clienti, e quindi l'indipendenza, molte saranno costrette a passare sotto i protettori. Anche loro hanno paura non solo di violenze e sfruttamento ulteriori, ma del precariato. Con loro anche alcuni nomi famosi, come il cantante Antoine, che ha lanciato una petizione, firmata tra gli altri da Catherine Deneuve e Charles Aznavour.

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