Terra dei fuochi, arrestato Chianese: inventò il business del traffico illecito di rifiuti

Arrestato dalla Dia Cipriano Chianese, accusato di aver estorto quote e gestione di una società di trasporti

Ieri, nell'ambito di una articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli - Direzione distrettuale antimafia, il centro Dia di Napoli ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di due persone per il delitto di estorsione aggravata dal metodo camorristico: uno dei due destinatari della custodia cautelare è Cipriano Chianese, 62 anni, imprenditore legato ai casalesi.

Chianese, che si trovava ai domiciliari, è assurto alle cronache nazionali negli anni '90, quando fu il primo imprenditore rinviato a giudizio per disastro ambientale ed avvelenamento delle falde acquifere, diventato famoso per essere stato l'ideatore del business del traffico illecito e dello smaltimento illecito di rifiuti tossici.

Attualmente Chianese risulta imputato per il delitto di avvelenamento delle falde acquifere, disastro ambientale, ed altri delitti finalizzati ad agevolare i Casalesi, nonché associazione di tipo mafioso ed estorsione. All'attivo anche l'ordine di un omicidio, quando Chianese commissionò per un milione di euro l'omicidio di un magistrato della Dda di Napoli che stava indagando sul suo conto.

Il secondo arrestato, Carlo Verde, 37 anni, suo collaboratore, è stato anch'egli tratto in carcere. Secondo la Dia Chianese sarebbe il mandante, regista e, insieme ad altri, parziale esecutore delle attività delittuose che nel dicembre 2005 portarono alla cessione delle quote di una società di trasporti e del relativo complesso aziendale a suo fratello Francesco. La società è la Mary Trans, attiva nel trasporto di persone e di rifiuti solidi urbani e speciali: al centro delle attenzioni dei magistrati ci sarebbero operazioni societarie di cessione e di retrocessione di quote sociali, concretizzatesi in modo anomalo nell'arco di soli due mesi; il sospetto è che queste cessioni celassero un'azione estorsiva, commessa con modalità mafiose in danno dei formali acquirenti delle quote sociali.

Chianese era tornato all'onore delle cronache con la desecretazione dei verbali di Carmine Schiavone, resi alla Commissione parlamentare sul finire degli anni '90:

"L'avvocato Chianese conosce tutte le dislocazioni. Cipriano Chianese di Parete le conosce tutte. Quest'uomo è avvocato ed è iscritto all'ordine degli avvocati di Napoli e di Santa Maria Capua Vetere; in più, aveva la discarica a Parete e poi era socio con un'altra persona di Aversa, il cui nome, che in questo momento non ricordo, risulta comunque a verbale."

Diceva Schiavone.

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