Uruguay: cannabis legale, il Senato ha detto sì

Con 16 voti a favore e 13 contrari, la legge passa. Chiunque, in Uruguay, potrà coltivare fino a 480 grammi di marijuana e/o acquistarne fino a 40 grammi in farmacia.

Ora è legale

Sedici a tredici. Con questo risultato, il Senato dell'Uruguay ieri ha detto sì alla legalizzazione della produzione e della vendita di marijuana. L'approvazione è arrivata alle 22.45 ora locale. Il presidente del Senato, Danilo Astori, ha chiuso la sessione dopo aver letto i risultati del voto. Pedro Bordaberry, leader dell'opposizione, ha commentato così la nuova legge: "Come è possibile che il Frente Amplio abbia proposto una legge finanziata da Soros?".

Per poi rimarcare le differenze tra la sinistra di oggi e quella del passato: "Prima marciavate con il Che per la terra, oggi siete uniti a Rockfeller e Soros per la marijuana". In un dibattito politico infuocato, il senatore Ernesto Agazzi, del Mpp (Movimento de Participacion Popular), che fa parte del Frente Amplio, ha ribattuto: "La nuova legge è utile per ridurre i danni ai consumatori e non è affatto blanda come si dice, ma regola il settore".

La Camera aveva già detto sì alla legge lo scorso 31 luglio. Ora si attende solo la promulgazione da parte dell'esecutivo, ma è una pura formalità. A quel punto, chiunque in Uruguay potrà coltivare fino a 480 grammi di cannabis e/o comprarne 40 grammi in farmacia,al prezzo stabilito di un dollaro al grammo. Prima, però, dovrà iscriversi al registro statale.

L'obiettivo dichiarato da parte del governo è "combattere il narcotraffico, sottraendogli il lucro derivante dalla vendita illegale di cannabis". I sondaggi davano il 61 per cento della popolazione uruguayana contraria alla legge. Fortemente sponsorizzata dai due magnati, Rockfeller e Soros, come detto dall'opposizione. Che dietro ci possa essere un business statale non è affatto escluso. I benefici? Vedremo.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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