È morto Angelo Rizzoli, era malato di sclerosi multipla

L'ex produttore cinematografico si è spento ieri sera al Policlinico Gemelli. Era malato di sclerosi multipla.

Melania De Nichilo, seconda moglie di Angelo Rizzoli, ha confermato che ieri sera suo marito è morto presso il Policlinico Gemelli a Roma dove era ricoverato.

"Angelone", ex produttore cinematografico, era nato a Pavia il 12 novembre 1943 e a 18 anni aveva scoperto di essere affetto da sclerosi multipla. Per molti anni è riuscito a limitare la malattia, che lo aveva reso claudicante dalla gamba destra e che negli ultimi tempi aveva intaccato anche la funzionalità del braccio destro e dell'occhio sinistro.

Rizzoli è noto, oltre che la sua attività di produttore cinematografico ed editore, anche per essere stato coinvolto in numerose vicende giudiziarie come lo scandalo della loggia massonica P2 cui di fatto consegnò il controllo del Corriere della Sera che aveva ereditato nel 1978 da suo padre che, a sua volta, lo aveva acquistato quattro anni prima da Giulia Maria Crespi.

A soli 40 anni Angelo Rizzoli si ritrovò tra le mani il colosso editoriale pieno di debiti e si fece aiutare dalla P2 per trovare una soluzione. La sua tessera era la numero 532. Ottenne finanziamenti dal Banco Ambrosiano di un altro massone, Roberto Calvi, poi, grazie ai soldi del Ior riuscì a portare a termine un aumento di capitale, anche se il debito non fu comunque estinto e alla fine cedette la società a Licio Gelli.

Nel 1983 fu arrestato per bancarotta fraudolenta e condannato per aver fatto sparire i fondi destinati all'aumento di capitale di due anni prima. La pena di tre anni e quattro mesi di prigione fu condonata.

Di fatto, fino all'anno scorso, l'unica condanna sulla sua fedina penale fu quella per diffamazione nei confronti di Giovanni Bazoli, presidente del Nuovo Banco Ambrosiano, ma per il resto, dopo una vicenda giudiziaria durata 26 anni con sei processi sulla sua casa editrice ottenne solo assoluzioni con formula piena. Il 14 febbraio 2013, però, è stato arrestato con l'accusa di bancarotta fraudolenta in seguito al fallimento per 30 milioni di euro di quattro società di produzione cinematografiche. Da marzo era agli arresti domiciliari.

Foto © Oggi

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO