Filippine: spari all'aeroporto di Manila, quattro morti e quattro feriti

L'obiettivo dell'attacco era il sindaco di una cittadina del Sud. Con lui, uccisa la moglie e il nipote, oltre a un bambino di un anno e mezzo.

Teatro di una sparatoria

Sparatoria all'aeroporto di Manila, nelle Filippine. Il bilancio è di quattro morti e quattro feriti. L'episodio è avvenuto questa mattina. Tra le vittime c'è Ukol Talumpa, sindaco di una cittadina nel sud del Paese e probabile obiettivo dell'agguato, sua moglie e due passeggeri, tra cui un bambino di soltanto un anno e mezzo.

E' stato un commando armato a fare irruzione nello scalo, scatenando il panico in tutto l'aeroporto, che si è presto svuotato. Talumpa era il sindaco di Labangan, nella provincia meridionale di Zamboanga. Secondo il caposcalo, Jose Hornado, oltre alle quattro vittime si contano quattro feriti. Talumpa stava aspettando, fuori dall'aeroporto (all'uscita del Terminale 3), di partire con la famiglia.

A un certo punto, i killer gli si sono avvicinati e hanno iniziato a sparare. Il capo dello scalo ha spiegato: "Stiamo ancora indagando sul movente". I familiari del sindaco non hanno rilasciato dichiarazioni. Alcuni uomini del commando avevano le divise da poliziotti e sono scappati in sella a scooter, subito dopo aver centrato l'obiettivo.

L'aeroporto di Manila gestisce sia i voli internazionali sia quelli nazionali. Al momento dell'assalto, era pieno di passeggeri in attesa. Il sindaco e la moglie sono stati dichiarati morti all'arrivo nel vicino ospedale di una base aerea. Così come le altre due vittime (un 25enne, nipote del sindaco, il bambino invece è stato ucciso casualmente). I giornali locali hanno ricordato che Talumpa e uno dei suoi nipoti erano rimasti feriti in un attacco simile, nel 2010 a Manila. L'anno scorso erano invece usciti illesi dallo scoppio di una bomba a mano contro di loro.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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