Vittima di usura riceve 1000 euro in dono da Papa Francesco ma la burocrazia gli impedisce di riscuotere

Tutto si è risolto perché il Vaticano ha rifatto la donazione cambiando l'assegno in un vaglia postale.

Papa Francesco ha ormai più volte dimostrato di non tirarsi mai indietro quando si tratta di aiutare chi è in difficoltà e soprattuto di essere pronto a rispondere alle più disparate richieste che riceve per lettera. E così la signora Antonina Meli lo scorso 4 dicembre ha ricevuto una busta inviatagli dal Vaticano in risposta a una missiva che lei stessa aveva scritto per raccontare al Pontefice la vicenda di suo marito Bennardo Raimondi, artigiano palermitano vittima degli strozzini.

Nella lettera di risposta del Papa la signora Antonina ha trovato un assegno di mille euro, ma quando lei e suo marito hanno cercato di riscuoterlo hanno incontrato numerosi problemi burocratici: sono andati a incassarlo alle Poste Italiane ma hanno scoperto che potevano riscuoterlo solo se avessero avuto un conto corrente, altrimenti sarebbero dovuti andare direttamente a Roma, presso la filiale che aveva emesso l'assegno.

Insomma, la burocrazia ha messo i bastoni tra le ruote anche a Papa Francesco, ma alla fine, per fortuna, per il signor Bennardo e sua moglie Antonia la situazione si è risolta, non grazie alle banche o alle Poste ovviamente, ma solo grazie all'intervento del Vaticano che ha annullato il primo assegno e ha emesso un vaglia postale, in modo da rendere molto più facile per l'artigiano siciliano ricevere la donazione.

Il signor Bennardo ha chiuso la sua azienda di ceramiche con otto dipendenti nel 2003 e, finito sul lastrico, ha chiesto aiuto alle istituzioni dopo aver denunciato di essere stato vittima di usura e ha ricevuto un piccolo sostegno. Ha anche dovuto affrontare uno sfratto e per cercare di guadagnare lavorando ha messo su un sito internet attraverso il quale chiunque può ordinare i suoi oggetti di ceramica.

Quattro mesi fa sua moglie ha scritto una lettera di otto pagine al Papa raccontandogli tutta la sua storia e chiedendogli aiuto e il 4 dicembre ha ricevuto da monsignor Konrad Krajewski, l'arcivescovo elemosiniere che ha rivelato di uscire a fare elemosina anche con lo stesso Francesco, una lettera di risposta con la donazione. Nella lettera del prelato si legge:

"Desidero anzi tutto significarLe che l'Elemosineria Apostolica, la quale ha il compito di erogare modesti e saltuari sussidi ai poveri che nelle loro necessità si rivolgono al Santo Padre, non ha la possibilità di concedere somme elevate. Tuttavia poiché la situazione da Lei descritta esige un rapido intervento, ho il piacere di rimetterLe in via eccezionale l'unito assegno di mille euro. L'assegno è rimesso a nome di Sua Santità Francesco, il Quale l'accompagna con la preghiera e con una particolare Benedizione Apostolica"

Via | LiveSicilia

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