Amnistia in Russia: liberate Maria Alyokhina e Tolokonnikova delle Pussy Riot

Erano detenute in due diversi carceri.

Aggiornamento: poche ore dopo Maria Alyokhina, anche l'altra componente delle Pussy Riot Nadia Tolokonnikova è stata scarcerata. Secondo Itar-Tass ad attenderla fuori dall'ospedale carcerario di Kranoyarsk, in Siberia, c'erano il marito e molti giornalisti.

Amnistia in Russia: già liberata Maria Alyokhina delle Pussy Riot


C'è voluto meno di quanto ci si potesse aspettare affinché l'amnistia votata il 18 dicembre dalla Duma per i 20 anni della Costituzione della Federazione Russa. Già stamattina è stata scarcerata una delle Pussy Riot arrestate ad agosto del 2012 per la "preghiera blasfema" nella cattedrale Cristo Salvatore di Mosca, gesto in seguito al quale il gruppo punk è stato condannato per teppismo.

Maria Alyokhina è stata liberata oggi: alle 9:10 locali ha lasciato il carcere di Nizhni Novgorod ed è stata portata in auto presso la stazione dove ha preso un treno per Mosca. La notizia è stata data all'agenzia Ria Novosti dal suo avvocato Peter Zaikin ed è stata confermata anche da Piots Verzilov, il marito di Nadia Tolokonnikova, l'altra Pussy Riot che si trova nell'ospedale numero 1 del Servizio Penitenziario regionale di Krasnojarsk e che presto dovrebbe essere scarcerata.

Alyokhina nei giorni scorsi aveva manifestato l'intenzione di rifiutare la liberazione per paura di ripercussioni sulle altre detenute, poiché aveva notato che le sue compagne in carcere venivano minacciate dall'amministrazione del penitenziario dopo essere state viste a parlare da lei. Oggi subito dopo la liberazione la 25enne, che avrebbe finito di scontare la sua condanna a marzo 2014, ha detto alla tv russa d'opposizione Dozhd che se fosse stato possibile rifiutare l'amnistia lo avrebbe fatto perché la considera solo una trovata pubblicitaria di Vladimir Putin.

L'amnistia approvata dalla Duma è rivolta a tutti coloro che scontano condanne entro i cinque anni di carcere e che non erano mai stati arrestati in precedenza.
Durante una sua visita in Italia qualche settimana fa, l'albergo romano in cui Vladimir Putin ha alloggiato è stato assediato da un gruppo di manifestanti che chiedevano la liberazione delle Pussy Riot.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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