Adozioni internazionali, il Congo assicura che prenderà presto in riesame i casi bloccati

Il Primo Ministro ha assicurato che la volontà delle autorità di Kinshasa di procedere alla revisione dei casi in tempi rapidi c’è, anche in vita dello spirito di amicizia esistente tra Italia e Congo.


Sembra che qualcosa cominci a muoversi per risolvere la delicata situazione che da giorni sta vedendo coinvolte ventisei famiglie italiane bloccate a Kinshasa, in Congo, dopo che il governo locale ha sospeso tutte le procedure di adozione.

Oggi, lo ha reso noto la Presidenza del Consiglio con una nota ufficiale, il Premier Enrico Letta ha avuto un colloquio telefonico con il Primo Ministro della Repubblica Democratica del Congo, Augustin Matata Ponyo Mapon, al quale ha fatto un po’ di pressione manifestato la forte aspettativa di una rapida soluzione della questione delle adozioni, ovviamente nel pieno rispetto delle normative.

E, proprio per velocizzare questo processo, Letta confermato di avere disposto l'invio a Kinshasa di una delegazione di alti funzionari del Ministero degli Esteri e dell'Ufficio del Ministro dell'Integrazione, che già a partire da domani dovrebbe incontrare il Primo Ministro e le Autorità competenti.

Matata, dal canto suo, ha precisato che la questione è in sospeso non soltanto per le famiglie italiane, ma per tutte le adozioni internazionali più in generale. Nel corso della stessa telefonata, però, il Primo Ministro ha assicurato che la volontà delle autorità di Kinshasa di procedere alla revisione dei casi in tempi rapidi c’è, anche in vita dello spirito di amicizia esistente tra Italia e Congo.

Difficile quantificare questi “tempi brevi”, anche se pare difficile che la situazione si risolva nel giro di pochi giorni. Le famiglie, intanto, tengono duro e sperando di riuscire presto ad abbracciare i 32 bambini coinvolti in questo processo e di portarli quanto prima nelle loro nuove case in Italia.

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