Class-action in Usa contro Facebook: monitora i messaggi privati per spot

È la prima causa contro il social network per violazione della privacy


Facebook dovrà affrontare una class-action milionaria negli Stati Uniti, secondo quanto riporta il Financial Times. A dare il via alla causa sono stati due utenti del social network, Matthew Campbell dell'Arkansas and Michael Hurley dell'Oregon, che grazie alle leggi sulla class action hanno agito in rappresentanza di tutti gli utenti Facebook che hanno inviato link tramite messaggi privati.

L'accusa contro Facebook è infatti quella di monitorare i messaggi privati scambiati tra gli utenti a fini commerciali, intercettando i link inviati tramite la messaggistica interna del social network per stilare un profilo di chi li ha condivisi, dati che poi vengono diffusi a fini commerciali. Secondo l'accusa, Facebook darebbe agli sviluppatori web l'indicazione secondo cui un link inviato tramite messaggio privato contribuirà al numero dei "mi piace" ricevuto da una determinata pagina.

La causa, presentata questa settimana in Nord Carolina, sostiene tra l'altro che "Dire agli utenti che un messaggio è "privato" rappresenta per Facebook un'opportunità eccezionale di profitto, perché gli utenti sono portati a credere di comunicare attraverso un servizio non sorvegliato e quindi a rivelare cose di se stessi che non rivelerebbero se sapessero di essere monitorati". Secondo le stime, sono circa 166 milioni gli americani che hanno scambiato link tramite messaggi di Facebook, e sono quindi coloro che potrebbero beneficiare di un eventuale risultato positivo della class action. Gli avvocati dei querelanti hanno chiesto un rimborso di 100 dollari al giorno per ogni giorno di violazione, o 10.000 dollari per ogni utente coinvolto.

Facebook ha risposto unicamente che le accuse sono prive di fondamento e che si difenderà con ogni mezzo, ma si tratta comunque della prima causa in cui il social network dovrà difendersi dall'accusa di raccogliere dati per stilare un profilo commerciale degli utenti. Una causa analoga aveva coinvolto Google nel 2004, quando introdusse gli annunci pubblicitari in Gmail, ma un cambio nelle norme della privacy, sia pure contestato, aveva portato alla caduta delle accuse.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO