Terra dei fuochi, l'appello dei vescovi: "Fate presto, è un dramma umanitario"

Ieri don Maurizio Patriciello ha ricevuto una lettera dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, oggi l'arcivescovo Crescenzio Sepe e i vescovi delle diocesi fanno il loro appello.

L'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, insieme con i vescovi delle diocesi della Terra dei fuochi hanno scritto un appello affinché vengano accelerati i tempi per procedere alla bonifica, al controllo sanitario, al sostegno all'economia in una zona in cui è indispensabile anche far emergere dal lavoro nero quelle imprese nascoste e spesso inquinanti. Tra le priorità anche la perpetrazione dei terreni malati, la tutela della buona agricoltura e dei produttori onesti che sono stati danneggiati dai giudizi generalizzati e forse anche da speculazioni.

La Chiesa della Campania dunque prova a farsi sentire sottolineando come già l'anno scorso denunciò il disastro ambientale, ma evidenziando anche come ormai si tratta di un vero e proprio dramma umanitario a causa dell'alto tasso di patologie tumorali che si registrano più che in altre parti d'Italia.

I vescovi nella loro lettera aperta scrivono:

"Non abbiamo competenza per dare suggerimenti e indicazioni, ma nella nostra azione pastorale siamo pronti ad affiancare e a sostenere tutti gli uomini di buona volontà, facendoci interpreti dell'angoscia, delle attese e dei diritti di quelli che sono più deboli e indifesi, di quelli che non riescono a far sentire la propria voce e il loro pianto"

Gli ecclesiastici esprimono dunque il loro sostegno e la loro vicinanza alle famiglie che soffrono a causa del male provocato dalle "forze del malaffare" e lo fanno proprio all'indomani di una lettera scritta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e indirizzata al parroco "anti-roghi" di Caivano, don Maurizio Patriciello, al quale il Capo della Stato ha rinnovato, dopo l'incontro del 29 settembre, la sua "intima partecipazione" al dolore delle famiglie della Terra dei fuochi "confidando che non abbandonino la fiducia nell'impegno delle istituzioni". Napolitano ha anche chiesto di essere informato dallo stesso don Patriciello sull'evolversi della situazione e ha manifestato il suo impegno a sollecitare a tutti i livelli di governo gli interventi necessari.

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