Francia, liberati i due dirigenti della Goodyear

Lo stabilimento di Amiens Nord rischia di chiudere: 1173 i posti di lavoro a rischio

ore 16:57 - Sono stati liberati nel pomeriggio Michel Dheilly, direttore della produzione, e Bernard Glesser, direttore delle risorse umane, i due dirigenti della Goodyear che erano tenuti in ostaggio dai dipendenti nello stabilimento francese di Amiens. Una svolta inattesa visto che questa mattina il braccio di ferro fra le due parti aveva fatto presagire una prosecuzione del sequestro. I due sono usciti scortati dalla polizia e i rappresentanti sindacali della Cgt che avevano chiesto che qualcuno venisse a prenderli hanno scandito slogan contro la dirigenza, come “i cattivi non siamo noi”.

Aggiornamento, martedì 7 gennaio, ore 14:25 - In Francia continua il braccio di ferro fra la direzione della Goodyear e gli operai che hanno sequestrato due dirigenti per riaprire i negoziati in merito alla chiusura dello stabilimento di Amiens. La dirigenza della Goodyear ha fatto sapere che non aprirà alcun tipo di trattativa fino a quando i due manager tenuti in ostaggio non saranno liberati.

Il numero uno dell’azienda Henri Dumotier ha annullato la sua partecipazione alla riunione d’urgenza che si è tenuta in prefettura.

Per risposta i rappresentanti sindacali hanno fatto sapere che “il sequestro non finirà fino a quando non verrà aperto un negoziato".

Lunedì 6 gennaio 2014 - Il sequestro di due dirigenti dello stabilimento Goodyear di Amiens Nord minacciato di chiusura che è cominciato lunedì in mattinata e proseguirà nella notte di oggi. Una riunione è prevista domattina fra l’ispettorato al lavoro, i sindacati (fra cui la Cgt che guida quest’azione) Henri Dumotier, responsabile di Goodyear Dunlop Tires France, e il prefetto della Somme.

Michel Dheilly, direttore di produzione della fabbrica, e Bernard Glesser, direttore delle risorse umane della fabbrica, sono trattenuti dai dipendenti fra la fabbrica e gli uffici della direzione, in una sala, la cui porta è bloccata da un imponente penumatico agricolo.

I dipendenti si sono organizzati per poter dormire in fabbrica, mentre ai due dirigenti è stata concessa l’acqua e la possibilità di utilizzare i loro telefonini.

Con questa azione il sindacato vuole riaprire la negoziazione, valutare se vi sia un acquirente disposto a salvare la fabbrica o, in caso contrario, se si possa garantire agli operai un adeguato sistema di ammortizzazione. Perché in ballo ci sono i posti di lavoro di 1173 lavoratori. E con essi i destini di 1173 famiglie che tengono il fiato sospeso.

Dopo l’annuncio di chiusura dato il 31 gennaio 2013, lo scorso 25 novembre, i dipendenti avevano ricevuto proposte di ricollocazione interna all’estero e negli stabilimenti di Riom, Montluçon e Rueil-Malmaison.

In una lettera aperta pubblicata quest’oggi, il sindacato Cgt accusa il governo Hollande di avallare “un’ingiustizia sociale per più di 110 famiglie direttamente interessate da una chiusura vergognosa per un gruppo che realizza profitti colossali”.

Via | Le Monde

Foto © Getty Images

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