Stamina, consegnati due diversi protocolli a Ministero e Spedali Civili di Brescia

Alcuni elementi di fondamentale rilevanza sono stati "nascosti" agli esperi del Comitato scientifico del Ministero.

L'Ansa ha potuto esaminare i documenti redatti dal Comitato scientifico del Ministero della Salute incaricato di valutare il metodo Stamina che, lo ricordiamo, non è ancora riconosciuto dalla comunità scientifica.

Dai documenti degli esperti del Comitato ministeriale emerge che ci sono evidenti lacune nel protocollo che è stato loro presentato e che è dunque molto diverso da quello in uso, invece, negli Spedali Civili di Brescia.

In particolare manca la descrizione del metodo per arrivare alla differenziazione delle cellule staminali mesenchimali in neuroni e dunque in questo modo gli esperti non possono valutarne la validità. Nel protocollo consegnato al Comitato c'è invece la descrizione della tecnica per coltivare, congelare e scongelare cellule del midollo osseo non purificate e di composizione eterogenea e non controllata. La mancanza dei riferimenti al metodo per ottenere neuroni dalle staminali è in contrasto con quanto il Parlamento ha chiesto con l'autorizzazione alla sperimentazione del metodo Stamina.

Inoltre, sempre dai documenti del Comitato ministeriale, in base a quanto riportato dall'Ansa che li ha visionati, emerge che "il metodo Stamina per ottenere neuroni dalle cellule staminali mesenchimali è stato riprodotto in laboratori stranieri di livello internazionale sulla base delle indicazioni contenute nella domanda di brevetto, ma in nessun caso sono stati ottenuti neuroni".

Le cellule staminali mesenchimali sono state trattate con acido retinoico usato come principio attivo, così come indicato nella richiesta per il brevetto, e con etanolo impeigato come solvente e i risultati sono stati simili a quando viene usato invece solo etanolo, cioè la loro forma si è modificata nello stesso modo. Inoltre, è risultata una tossicità delle cellule ottenute secondo questo metodo.

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