Marò in India: stampa locale parla di nuovo di rischio pena di morte

L'Hindustan Times smentisce il governo, ma a sua volta viene contestato dal Mail Today.

Stampa indiana: rischiano pena di morte

La stampa indiana torna all'attacco: Salvatore Girone e Massimiliano Latorre rischiano la pena di morte. Lo scrive l'Hindustan Times, ricordando la vicenda dei due marò italiani tuttora sotto processo a New Delhi, accusati dell'omicidio di due pescatori nel febbraio del 2012. Le indiscrezioni di stampa arrivando il giorno dopo le parole del ministro degli Esteri, Salman Khurshid, che ha escluso ancora una volta l'applicazione della pena capitale per i due militari.

"Nonostante l'assicurazione fatta dal governo indiano che i due marò non rischiano la pena di morte - scrive l'Hindustan Times - la Nia, la polizia investigativa indiana, ha invocato per il loro caso l'applicazione di una legge, la Sua act, che prevede la pena capitale per chiunque abbia causato la morte di qualcun altro". La Sua act è una legge antiterrorismo che consentirebbe alla polizia indiana di estendere le sua azioni oltre le acque territoriali indiane. "Non è assolutamente applicabile alla vicenda di Latorre e Girone", aveva confermato ieri Staffan De Mistura, inviato speciale del governo italiano in India per seguire le fasi del processo.

Secondo le fonti ministeriali, citate dall'Hindustan Times, il via libero da parte del governo indiano per rinviare a giudizio i due fucilieri, per reati punibili con la pena di morte, potrebbe giungere alla Nia in qualsiasi momento. Un altro quotidiano indiano, il Mail Today, contraddice però l'Hindustan. Citando altre fonti ministeriali, anonime, scrive: "La Nia non avrà autorizzazione a incriminare i due marò finché il governo non otterrà un parere legale da parte delle autorità giudiziarie".

L'Hindustan Times già in altre occasioni aveva paventato il pericolo della pena capitale per Girone e Latorre. In particolare lo scorso novembre, citando un rapporto della Nia inviato al governo in cui chiedeva l'applicazione del Sua Act per il caso dei due italiani. Mario Mauro, ministro della Difesa italiano, ha ribattuto alle indiscrezioni di stampa su Radio Anch'io: "La campagna elettorale indiana si sta avvicinando in maniera prepotente e preoccupante alla vicenda dei marò. Sono sicuro però che il governo italiano mostrerà la necessaria inflessibilità per gestire questa fase".

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