Celso Cioni, direttore di Confcommercio L'Aquila, ha interrotto la sua protesta

Cioni aveva annunciato lo sciopero della fame e della sete e aveva detto di avere con sé benzina e accendino.

Aggiornamento - Verso le 14:30, dopo qualche ora di mediazione da parte dei carabinieri, Celso Cioni ha terminato la sua protesta ottenendo la possibilità di parlare con il prefetto dell'Aquila.
Si era barricato nel bagno della filiale aquilana di Bankitalia verso mezzogiorno, durante una riunione con altri sui colleghi di Confcommercio.
Il prefetto Francesco Alecci gli ha prima parlato al telefono, poi si è presentato di persona e Cioni ha così aperto la porta del bagno in cui si era rinchiuso ed è andato in un'altra stanza a parlare con Alecci, dopo di che ha lasciato l'edificio uscendo da una porta secondaria senza parlare con i giornalisti. Il prefetto è invece rimasto per un a riunione con il presidente della Camera di Commercio dell'Aquila, Lorenzo Santilli, e il presidente provinciale della Confcommercio, Roberto Donatelli.

Celso Cioni, direttore di Confcommercio L'Aquila, si è barricato in Bankitalia


Celso Cioni, il direttore della Confcommercio dell'Aquila, questa mattina si è barricato nel bagno della filiale locale della Banca d'Italia per protestare contro la situazione dei piccoli commercianti della sua città e ha avviato uno sciopero della fame e della sete.

Sul luogo sono arrivati i carabinieri, ma Cioni non è uscito dal bagno e ha detto che se proveranno a forzare le porte ha con sé benzina e accendino e ha chiesto di parlare telefonicamente con il prefetto per chiedere qualche iniziativa concreta che aiuti i commercianti a uscire dalla situazione in cui si trovano.

A SkyTg24 Cioni ha spiegato che la sua protesta è volta a difendere i commercianti e i piccoli imprenditori che a causa del terremoto hanno dovuto lasciare i loro negozi e in cambio non hanno avuto alcun sostegno, anzi sono stati costretti a fare debiti. Per questo chiede che il governo riveda le condizioni del sistema bancario almeno nei passi del cratere e della città che è ancora militarizzata.

Cioni ha detto:

"Qui non possono essere applicate le stesse regole di luoghi dove non è successo nulla. Siamo stati costretti a respingere finanziamenti di 10mila euro per piccoli imprenditori. La città in queste condizioni non può ripartire. Pretendiamo di poter esercitare il diritto al lavoro come prevede la Costituzione"

Il direttore di Confcommercio dell'Aquila ha anche ammesso di essere consapevole che con questo gesto rischia l'arresto, ma è per una buona causa, per migliaia di persone, perciò non ha paura. Per quanto riguarda invece le vicende relative alle dimissioni del sindaco Massimo Cialente di due giorni fa ha detto di essere molto preoccupato per il futuro e addolorato per quello che è successo, ma preferisce non parlarne, aggiungendo che "è una pagina dello stesso libro".

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