#coglioneNo: la campagna virale contro chi ti paga in visibilità ed esperienza

Quanti di voi si sono trovati nella medesima situazione almeno una volta? Già centinaia di migliaia le visualizzazioni di questi video che fanno parte di una campagna anti-sfruttamento del lavoro creativo (e non solo).

Il lavoro si paga. Questo è il concetto alla base della campagna realizzata da Zero, di Stefano De Marco, Niccolò Falsetti e Alessandro Grespan.

Negli intenti degli autori, la campagna è di

«Sensibilizzazione per il rispetto dei lavori creativi»

In realtà, la sensibilizzazione vale per tutti i tipi di lavoro, e per una serie di discorsi che tutti i "giovani" nel mondo del lavoro di oggi in Italia si sono sentiti fare almeno una volta.

Le virgolette sono d'obbligo. Diciamo "giovani sotto i quarant'anni", ecco.

Tre i video che compongono la campagna, tre "non creativi" i protagonisti: l'idraulico, il giardiniere, l'antennista. Questa la presentazione, sul sito ufficiale di Zero:

«#coglioneNo è la reazione di una generazione di creativi alle mail non lette, a quelle lette e non risposte e a quelle risposte da stronzi.
È la reazione alla svalutazione di queste professionalità anche per colpa di chi accetta di fornire servizi creativi in cambio di visibilità o per inseguire uno status symbol.
È la reazione a offerte di lavoro gratis perché ci dobbiamo fare il portfolio, perché tanto siamo giovani, perché tanto non è un lavoro, è un divertimento.

Questo gennaio ZERO vuole unire le voci dei tanti che se lo sentono dire ogni volta. Vogliamo ricordare a tutti che siamo giovani, siamo freelance, siamo creativi ma siamo lavoratori, mica coglioni».

Il discorso, molto spesso, vale per una categoria molto più allargata rispetto a quella dei "creativi".

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