Ilva di Taranto, mandato d’arresto europeo per Fabio Riva

Fabio Riva si trova a Londra e risulta a tutti gli effetti latitante.

15.50: il mandato di arresto per Fabio Riva è, per ovvi motivi, europeo. Oltre all’accusa di truffa aggravata, all’imprenditore viene contestata anche quella di associazione per delinquere e lo stesso vale per le altre quattro persone coinvolte nell’inchiesta e arrestate questa mattina.

Si tratta, come anticipato qualche ora fa, del dirigente di Riva Fire Agostino Alberti e di Adriana Lamsweerde di Eufintrade. A questi, lo hanno confermato gli inquirenti, si aggiungono Alfredo Lomonaco e Barbara Lomonaco di Ilva Sa, società con sede in Svizzera.

Agli indagati viene contestata la creazione di una società ad hoc, con sede in Svizzera, per aggirare la legge Ossola, la normativa sull'erogazione di contributi pubblici per le grandi aziende che esportano all'estero.

L’Ilva, che in teoria non avrebbe potuto ricevere quelle erogazioni, avrebbe aggirato quella normativa creando la società svizzera per prendere le commesse dall’estero, interfacciandosi poi con l’Ilva Spa, indagata anche in questa nuova inchiesta.

Fabio Riva è a Londra dal gennaio scorso

Mandato d’arresto nei confronti dell’imprenditore Fabio Riva, ex vice presidente del Gruppo Riva, già coinvolto dalla Procura di Taranto nell’inchiesta sull’Ilva di Taranto. A emettere il mandato, però, è stata la Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dai pm Mauro Clerici e Stefano Civardi.

Fabio Riva, figlio dell’ex patron dell’Ilva Emilio Riva, risulta latitante dallo scorso gennaio, quando non fu rintracciato in seguito a un mandato d’arresto europeo. Secondo le ultime informazioni, dovrebbe trovarsi a Londra.

All’uomo viene contestata una truffa ai danni dello Stato per circa 100 milioni di euro per aver erogato dei contributi all'esportazione che sarebbe stata realizzata attraverso la holding Riva Fire. Alla truffa avrebbero contribuito altre due persone già finite in manette: un dirigente della Riva Fire, la Finanziaria Industriale Riva Emilio, e un professionista residente in Svizzera.

Nel registro degli indagati è finita anche la stessa acciaieria Ilva, che avrebbe violato la legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti per reati commessi dai dipendenti.

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