Emergenza maltempo a Modena: oltre mille sfollati, la massa d’acqua si sposta verso finale

L’emergenza in Emilia è ancora più viva che mai, dopo l’esondazione del fiume Secchia che domenica scorsa aveva portato all’evacuazione di diversi comuni.

La situazione maltempo sta gradualmente rientrando e già a partire dalle prossime ore sono previsti miglioramenti su tutto il Paese. I disagi, però, sono ben lontani dal potersi considerare conclusi.

L’emergenza in Emilia, già flagellata dal terremoto del maggio 2012, è ancora più viva che mai, dopo l’esondazione del fiume Secchia che domenica scorsa aveva portato all’evacuazione di alcune frazioni nei comuni di Bastiglia, Bomporto, Modena e San Prospero.

Oggi, dopo tre giorni, i danni sono ingenti e i disagi proseguono. Se ai cittadini è stato assicurato che la falla nell’argine destro del fiume Secchia è stata completamente riparata nella serata di ieri, si teme per la massa d’acqua che si sta dirigendo verso Finale.

A questo proposito ecco cosa scrive La Gazzetta Di Modena:

Il sindaco Ferioli ha firmato un’ordinanza di sgombero in via precauzionale per circa 50 famiglie che vivono in via Vallicella, via Colombarina, via Persicello, parte di Canaletto e via Abba Motto. I primi segnali erano arrivati poco dopo cena. Il livello del canale è cresciuto per tutta la giornata, ingrossato dall’acqua del Secchia che aveva già invaso le campagne di San Prospero, il Bosco della Saliceta e Staggia. Sono state richiamate in servizio tutte le assistenti sociali per fornire ogni tipo di supporto ai cittadini che sono stati smistati tra la palestra del liceo scientifico “Morandi” e i centri di accoglienza di Mirandola e Medolla.

Twitter, come sempre in questi casi, si sta rivelando uno strumento prezioso anche per chi vive nelle aree coinvolte. Gli utenti si stanno riversando sul social network per fornire aggiornamenti in tempo reale sulla viabilità e sul proseguire dell’emergenza.

Disagi un po’ in tutta l’area, dalle prime ore di oggi anche tra Camposanto e San Felice, dove il livello dell’acqua cresce di un centimetro l’ora e la Provincia si è vista costretta a chiudere la strada che li collega:

Nella notte tra martedì 21 e mercoledì 22 gennaio gli allagamenti hanno interessato un’area rurale nei pressi della strada provinciale 568 che è stata chiusa nel tratto compreso tra la tangenziale di Camposanto e l’intersezione con la provinciale 468 a S.Felice sul Panaro. Sempre nella notte sono state evacuate alcune abitazioni nella zona rurale nei pressi della strada ed è stato realizzata una barriera a difesa del depuratore di Camposanto.

Intanto, mentre gli uomini della protezione civile stanno lavorando senza sosta da ore insieme ai vigili del fuoco e ai tecnici addetti al controllo dell’acqua fuoriuscita dal Secchia per tenere sotto controllo l’emergenza, si comincia a parlare di class action da parte dei cittadini che chiedono spiegazioni per l’accaduto e vogliono identificare i responsabili.

Scrive Il Fatto Quotidiano:

Se la procura di Modena ha annunciato di aver aperto un’inchiesta contro ignoti per disastro colposo dopo il cedimento dell’argine destro del fiume, infatti, in prima fila a chiedere conto della devastazione che il Secchia si è lasciato le spalle ci sono proprio i cittadini, pronti ad avviare una class action non appena le indagini daranno i primi risultati.

A confermarlo ci ha pensato l’avvocato Masssimo Jasonni, contattato da diversi cittadini residenti nelle aree più colpite:

Numerose famiglie con l’alluvione, in un attimo, hanno perso tutto. Vivono sfollate, come in tempo di guerra, nella consapevolezza che le loro abitazioni e i loro domicili professionali, travolti dalle acque, saranno irrecuperabili. Queste famiglie mi hanno incaricato di collaborare con la magistratura, approfondendo le responsabilità penali, amministrative e civili di un tragico, prevedibile evento che ha cause ben precise in capo agli enti, ai pubblici ufficiali e agli incaricati di un pubblico servizio, che dovevano sovraintendere – e non lo hanno fatto – alla cura del territorio.

Le indagini della Procura proseguono.

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