Egitto: quattro attentati al Cairo, morti e feriti

Esplosioni al dipartimento di Sicurezza, vicino alla stazione della metropolitana e a Giza, sulla strada che porta alle Piramidi.

Tre attentati al Cairo

Aggiornamento 16:30 - Salgono a quattro le esplosioni nella giornata di oggi a Il Cairo, in Egitto: secondo quanto riferiscono fonti della sicurezza, che parlano di un numero imprecisato di vittime, una quarta autobomba sarebbe esplosa nei pressi di un cinema a Giza, la megalopoli che abbraccia parte del Cairo.

La polizia ha confermato a AFP che l’ultima esplosione ha provocato un altro morto.

Tre esplosioni hanno scosso questa mattina Il Cairo, capitale dell'Egitto, alla vigilia del terzo anniversario della rivolta contro Hosni Mubarak, che si celebra domani 25 gennaio. Si è trattato di tre attentati, il primo a opera di un kamikaze a bordo di un'autobomba, che ha colpito la sede del dipartimento di Sicurezza nel centro della città. L'impatto ha gravemente danneggiato il museo islamico che sorge nei pressi, con un bilancio di almeno quattro morti.

La seconda deflagrazione si è verificata vicino a una stazione della metropolitana, a Dokki. Anche un questo caso ci sarebbe stata una vittima. Ma il ministero della Sanità egiziano parla soltanto di feriti. Terzo attentato a Giza, nei pressi di un commissariato lungo la strada che porta alle Piramidi. In seguito a questi fatti, sono state rinforzare al massimo le misure di sicurezza all'aeroporto internazionale, al ministero dell'Interno, in tutto il distretto di Giza, davanti alle ambasciate britannica e americana.

Il centro diplomatico statunitense aveva diramato una allerta per i cittadini americani già ieri, parlando di possibili attentati e scontri al Cairo. Cosa che è puntualmente avvenuta questa mattina, ma il rischio è che da qui a domani la violenza possa crescere ulteriormente. Oltre alle quattro o cinque vittime, da registrare anche una cinquantina di feriti per il primo attentato, il più grave, vicino al quartier generale della polizia.

Successivamente, l'azione è stata rivendicata via twitter dal gruppo jihadista Ansar beyt el Makdes (Ansar Jerusalem, i sostenitori di Gerusalemme. "Questo attentato è diretto contro le forze di sicurezza, infedeli e sanguinarie", si legge nel testo di rivendicazione. Il gruppo afferma che "proseguirà la jihad" e che "Allah accoglierà in paradiso il martire che ha effettuato l'operazione". Il museo islamico è stato gravemente danneggiato dall'esplosione: "Un edificio del museo è crollato, otto manoscritti sono stati distrutti. E la maggior parte dei reparti sono stati danneggiati" ha fatto sapere una fonte qualificata.

All'interno del quartier generale - al momento dell'attentato - c'era il capo delle forze di sicurezza del Cairo, che è rimasto illeso. Dopo l'esplosione, secondo testimoni, si sarebbero sentiti colpi d'arma da fuoco sparati in direzione dei palazzi investiti dalla deflagrazione. Ad aprire il fuoco sarebbe stato un commando di miliziani. Agenti in assetto anti-sommossa hanno formato cordoni di sicurezza intorno al complesso, respingendo indietro la folla di curiosi, tra cui diverse persone che intonavano cori a favore dei Fratelli Musulmani.

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