Texas: sì all'eutanasia per Marlise Munoz, il giudice dà ragione alla famiglia

La donna era in coma irreversibile, ma incinta e lo Stato - per legge - non poteva staccare la spina. L'ordinanza del tribunale dà ragione ai familiari.

Il Texas stacca la spina

La famiglia ha vinto la battaglia giudiziaria dell'ospedale: a Marlise Munoz, tenuta in vita dalla macchine, sarà staccata la spina. Lo ha decretato il giudice R.H. Wallace, ordinando al nosocomio del Texas - il John Peter Hospital di Fort Worth - di eseguire l'ordinanza. La donna era ricoverata dal 26 novembre scorso in coma irreversibile, incinta e cerebralmente morta.

Il Texas è uno degli Stati dove è vietato interrompere la vita di una donna incinta. A meno che non ci sia, appunto, la richiesta da parte del tribunale. Marlise, così come il marito Erick, sono infermieri. Lui ha rivelato che si erano promessi a vicenda che non avrebbero consentito che l'altro rimanesse artificialmente in vita, se dichiarato cerebralmente morto. Anche i genitori della donna erano d'accordo.

Il feto ha raggiunto le 22 settimane, ma mostra chiari segni di malformazione. Questa storia ha spaccato l'America e riaperto un dibattito bioetico. In Italia, recentemente, c'è stato il caso di Carolina Sepe, che ha partorito dopo quattro mesi di coma vegetativo, vittima di uno sparo alla testa in una lite. E che è morta il 4 gennaio all'ospedale Cardarelli di Napoli.

Diverso il motivo che ha portato Marlise in coma. La donna è caduta all'improvviso sul pavimento, lo scorso novembre, per un embolo ai polmoni. Genitori e marito hanno subito fatto sapere che erano pronti a dirle addio, ma dall'ospedale di Fort Worth si sono opposti, facendo valere la legge. Lynne Machado, la madre della ragazza, aveva detto: "Non è questione di essere pro-choice o pro-life, è in gioco la volontà di nostra figlia che lo stato del Texas non intende rispettare". Poi è arrivato il giudice.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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