Micron. Licenziati minacciano l'aborto, la Cisl scrive al Papa

La protesta allo stabilimento di Catania

Licenziati dalla Micron, esasperati dopo giorni di protesta, alla fine scrivono a Papa Francesco chiedendogli aiuto per evitare un aborto. È la denuncia shock della Cisl Fiom di Catania, secondo cui una famiglia, che ha scoperto di aspettare un bambino proprio nei giorni in cui lo stabilimento Micron ha messo "419 famiglie sull'orlo del burrone", avrebbe deciso di abortire.

Ci sono "419 famiglie messe da una multinazionale americana sul ciglio del burrone", e "alcuni colleghi che da poche settimane hanno ricevuto la grazia di aspettare un figlio", per "sconforto e disperazione pensano di ricorrere all'interruzione di gravidanza perché non potranno garantirgli un futuro dignitoso", hanno scritto i rappresentanti sindacali al Santo Padre, invitandolo "ad aiutarci a portare alle famiglie serenità e la speranza nel futuro e nella vita".

Sono 419 gli operai della multinazionale Micron che hanno ricevuto la lettera di licenziamento. L’azienda di semiconduttori ha avviato un piano esuberi in tutto il territorio nazionale, ma i tagli sono stati particolarmente pesanti nello stabilimento di Catania, e non è bastata la mobilitazione in corso da settimane a far cambiare idea ai vertici.

Ieri si è tenuto anche un incontro a Roma al ministero dello Sviluppo Economico in cui, nonostante la mediazione degli enti locali, l'azienda statunitense ha ribadito di voler andare avanti con il proprio piano di ristrutturazione. Un prossimo tentativo di mediazione si terrà il 21 febbraio con un intervento del governo presso le autorità americane, ma intanto la situazione dei lavoratori è drammatica, come dimostra la protesta shock di oggi.

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