Marò, il governo indiano vuole rivedere le accuse

Possibile dietrofront del Governo di New Delhi dopo le pressioni internazionali

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Aggiornamento 10:50 - Il tribunale speciale di New Delhi ha deciso oggi di rinviare al 25 febbraio la discussione su una richiesta della polizia investigativa Nia di trasferire i marò sotto la tutela dello stesso tribunale.

Secondo quanto battuto dall'Ansa la decisione arriva in vista dell'udienza del prossimo 3 febbraio presso la Corte Suprema indiana, che dovrà vagliare il ricorso italiano contro l'eventuale applicazione della legge per la repressione della pirateria, che prevede anche la pena di morte.

Il governo di New Delhi avrebbe chiesto al suo ministero della Giustizia di rivedere la propria posizione riguardo alla vicenda dei due Marò italiani, in particolare sull'applicabilità della legge antiterrorismo e, di conseguenza, della possibile pena capitale che pende come una spada di Damocle sulla testa dei due fucilieri.

Secondo l'Indian Express il governo vorrebbe rivedere i capi d'accusa ai due fucilieri italiani (capi d'accusa che, a quanto si è potuto ricostruire fino ad oggi, non sono ancora stati formulati ufficialmente) di fronte alle crescenti pressioni contro l’applicazione nella vicenda dello stringente Sua Act che prevede la pena di morte.

"Al ministero è stato richiesto di considerare il fatto che la legge è stata pensata per far fronte ad atti di terrorismo e pirateria e questo non è il caso dell’omicidio dei due pescatori."

scrive il quotidiano indiano.

Proprio ieri era stato il Commissario Ue Barroso a lodare il cauto lavoro del ministro degli Esteri italiano Emma Bonino, un lavoro monumentale fatto di rapporti diplomatici tesissimi con le autorità indiane.

Secondo i quotidiani indiani alla luce della nuova mossa dell'esecutivo di New Delhi il ministero chiederà ora una nuova opinione alla Procura generale: a vagliarla sarà questa volta il ministro della Giustizia e non "un direttore aggiunto ministeriale".

La notizia non è stata ancora confermata dalle autorità indiane, che tuttavia si sono sempre affrettate a smentire, ma non questa volta: un atteggiamento che fa ben sperare i mediatori del ministero degli Esteri italiano. Nel frattempo sono rientrati in Italia i parlamentari italiani in missione in India per "esercitare pressioni sull'India affinchè si sblocchi la vicenda dei Marò": nessuno, a parte i due fucilieri, si è degnato di ricevere i parlamentari.

Un fatto, questo, che incardina ancor di più questa missione nella categoria "campagna elettorale permanente", checchè ne dica Gianluca Pini della Lega Nord: di fatto è andata così.

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