Usa: tempesta di neve nel Sud, Atlanta paralizzata tra le polemiche

Sotto accusa il sindaco della città georgiana. Migliaia di studenti e di lavoratori costretti a dormire a scuola e in ufficio.

Un'insolita tempesta di neve si è abbattuta sul sud degli Stati Uniti. Il bilancio è tragico: almeno dieci le vittime. Migliaia di persone sono rimaste bloccate in strada, studenti e lavoratori - impossibilitati a tornare a casa - hanno dovuto dormire a scuola e nei luoghi di lavoro. In particolare Atlanta, in Georgia, si è trovata completamente impreparata ad affrontare l'emergenza.

Oltre 10 mila bambini hanno trascorso la notte nelle scuole. La tempesta ha mandato completamente in tilt una zona ampia, che va dal Golfo del Messico al Sudest della Virginia. Cinque Stati hanno già dichiarato lo stato di emergenza: Alabama, Georgia, Louisiana, Mississippi, North e South Carolina. Chiusi i principali aeroporti. Non sono mancate le polemiche, naturalmente.

Sotto l'occhio del ciclone il sindaco di Atlanta, che non ha saputo far fronte a una situazione imprevista, ma che probabilmente andava gestita diversamente. Le strade erano infatti ricoperte da pochi centimetri di neve, ma ciò è stato sufficiente a creare ingorghi automobilistici che si estendevano per chilometri. Il primo cittadino ha reagito spiegando che l'errore è stato decidere di mandare tutti a casa appena è cominciata al tempesta.

Eppure, l'allerta maltempo era stata puntualmente diramata dal precisissimo servizio meteo americano. Niente da fare. Nel momento in cui le strade sarebbero dovute rimanere libere per permettere ai mezzi di emergenza di intervenire, Atlanta era un lungo serpentone di auto e bus intrappolati nella neve e nel ghiaccio.

Tempesta di neve in Usa

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