Roma, ondata di suicidi tra i clochard: alcol e antigelo per riscaldarsi

Tre casi in poche settimane, una decina se si prendono in considerazione anche i dati dello scorso anno, dall’arrivo dell’inverno a oggi.

Si sta facendo strada nella Capitale il sospetto che una vecchia bufala sia portando a una strage di clochard, un’ondata di decessi provocati dall’ingestione di un mix di alcolici e liquido antigelo, additivo utilizzato per evitare il congelamento di un determinato liquido a basse temperature.

Tre casi in poche settimane, una decina se si prendono in considerazione anche i dati dello scorso anno, dall’arrivo dell’inverno a oggi. L’ultimo poche ore fa: il corpo senza vita di un clochard è stato rinvenuto nei pressi dell’aeroporto di Fiumicino, alle porte di Roma.

Accanto al cadavere, lo fanno sapere gli inquirenti, sono stati trovati dei flaconi contenenti liquidi, molto probabilmente proprio antigelo. Saranno gli accertamenti sulle bottiglie e gli esami sul cadavere a confermare questo particolare, ma gli inquirenti lanciano l’allarme.

Il 20 gennaio scorso a morire dopo aver ingerito del liquido antigelo, convinto che avrebbe aiutato a resistere al freddo, era stato un clochard romeno di 46 anni, deceduto all’ospedale Grassi di Ostia dopo tre giorni di ricovero.

Un caso simile e nello stesso periodo è stato registrato all’ospedale San Camillo di Roma, dove un clochard di 47 anni, anche lui romeno, è deceduto dopo l’ingestione della sostanza chimica.

Per la Procura di Roma, però, il numero potrebbe essere molto più alto, si parla di una decina di casi simili tra lo scorso anno e i primi mesi del 2014.

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