Pussy Riot: aggredite con sostanze chimiche da nazionalisti russi

Le due componenti del gruppo punk erano sedute in un McDonald's al momento dell'attacco.

Le Pussy Riot sono state aggredite da un gruppo di nazionalisti russi. Sono state le stesse Maria Alyokhina e Nadezhda Tolokonnikova, scarcerate da un paio di mesi, a denunciare l'aggressione subita in un McDonald's. Secondo il marito di Tolokonnikova, Pyotr Verzilov, le due giovani hanno subito ferite prodotte da sostanze chimiche urticanti spruzzate contro di loro dagli aggressori: spray al pepe, un antisettico di colore verde e altro.

Il gruppo punk ha diffuso anche alcune immagini dell'attacco. Si vedono sei giovani che indossano simboli patriottici russi, che urlano oscenità contro le donne sedute a mangiare in un fast food di Nizhny Novgorod, nella Russia europea centrale. Uno degli aggressori ha un cartello con scritto: "Sporche puttane, andate via dalla città". L'avvocato delle Pussy iot, Yevgeny Gubin, ha riferito che gli aggressori hanno lanciato "oggetti di metallo" contro le due ragazze. La polizia ha avviato un'inchiesta.

Le due esponenti del gruppo - che poche settimane fa hanno fatto sapere di avere intenzione di scendere in politica contro Vladimir Putin, sono state graziate a dicembre, poco prima delle Olimpiadi invernali di Sochi, grazie a un'amnistia concessa dal presidente. Erano state condannate a due anni di carcere con l'accusa di teppismo.

Da quando sono state liberate, hanno ripreso le loro campagne anti-governative ed erano già state oggetto di attacchi. In un video mostrato dal gruppo durante le Olimpiadi, le si vede aggredite da Cosacchi muniti di fruste. Non c'è davvero pace per loro, che erano in tre prima che una di loro decidesse di lasciare il gruppo.

Pussy Riot

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