Indonesia: fatwa per proteggere gli animali in via di estinzione

Il Wwf ha apprezzato l'iniziativa da parte della massima autorità religiosa musulmana: "E' una decisione unica, un punto di svolta".

E' stata lanciata una fatwa contro la caccia illegale e contro il commercio di animali in via di estinzione nel Paese. A decretare queste attività immorali, contro l'etica e peccaminose è stato il consiglio degli Ulema, massima autorità colta musulmana, in Indonesia. D'ora in poi, nel Paese, saranno proibite tutte le azioni illecite che possono causare l'estinzione definitiva delle specie locali a rischio, perpetrate senza giustificati motivi religiosi o permessi legali.

L'Indonesia ha 250 milioni di abitanti ed è lo Stato musulmano più popoloso al mondo. La fatwa, in realtà, non ha effetti politici o giuridici diretti, ma probabilmente sarà rispettata dai credenti islamici. Il Wwf ha apprezzato l'iniziativa diramando un comunicato: "L'uso della religione per la protezione della fauna selvatica è un passo in avanti positivo perché fornisce un sostegno spirituale e morale alla necessità di conservare animali come tigri e rinoceronti in pericolo critico".

Altri animali che ora sarà sacrilego uccidere sono gli elefanti e gli oranghi, pure loro a rischio estinzione in Indonesia. La fatwa include "l'uccisione e il commercio di specie minacciate. Chiunque toglie una vita, uccide una generazione. Questo non vale solo per gli uomini, ma include le altre creature viventi di Dio, specialmente se muoiono invano" ha detto Asrorun Ni'am Sholeh, segretario della commissione del consiglio degli Ulema.

Il britannico Guardian scrive che il massimo organo religioso musulmano promulgherà ufficialmente l'editto il prossimo 12 marzo. Da anni le associazioni ambientaliste denunciano i gravi rischi ambientali causati, in Indonesia, dalla deforestazione selvaggia che, molto spesso, serve per fare spazio alle piantagioni di palma da olio, di cui il Paese è leader mondiale nella produzione. La cosa ha causato però un grave impatto ambientali: le piantagioni sostituiscono le foreste tropicali, uccidendo le specie (in particolare la tigre di sumatra e gli oranghi).

E ancora: sull'isola di Sumatra e del Borneo, la foresta dove vive l'orango viene distrutta per far posto alle coltivazioni di acacia per la produzione industriale di polpa di carte. Gli oranghi sono così costretti a spostarsi nelle aree agricole alla ricerca di cibo. Qui, però, trovano spesso la morte, uccisi dai cacciatori di frodo che poi vendono la carne illegalmente.

Tigri di Sumatra

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