Strage in Nigeria: triplice attacco dei ribelli, 100 morti

Tre villaggi rasi al suolo. I ribelli armati hanno utilizzato pistole e machete, ma qualche abitante è stato bruciato vivo nella sua abitazione.

Almeno 100 morti e decine di feriti in un triplice attacco avvenuto, nella notte tra venerdì e sabato, in tre villaggi della Nigeria centrale: Ugwar Sankwai, Ugnwan Gata e Chenshyi. La strage è stata compiuta dai ribelli armati, anche se non è arrivata alcuna rivendicazione e confermarlo. A diffondere la notizia è stato un rappresentante dell'assemblea legislativa locale nello stato di Kaduna.

Stando alle testimonianze di chi era presente ed è riuscito a sopravvivere, erano oltre 40 gli aggressori, armati di fucili e coltelli. Oltre ad aver ucciso, i ribelli hanno bruciato le abitazioni e compiuto saccheggi. Molti abitanti sono stati freddati nel sonno dentro le proprie case. Alcuni sono stati uccisi a colpi di machete, altri ancora sono stati bruciati vivi.

I tre attacchi sono stati simultanei. A sferrarli uomini armati islamisti di etnia fulani, come hanno riferito i media locali. Solo ventiquattro ore prima, uomini della stessa etnia aveva attaccato altri tre villaggi nello Stato di Katsina, facendo più di trenta vittime. La regione è stata spesso teatro di aspri scontri per dispute sulla terra, sulla religione e sull'etnia.

Daniel Anyip, vice presidente del governo locale, ha detto: "Uomini armati di etnia fulani sono arrivati dal vicino Stato di Plateau e hanno aperto il fuoco contro gli abitanti dei villaggi. Stiamo ancora raccogliendo cadaveri, quindi il numero preciso delle vittime non c'è ancora". Secondo Human Rights Watch, a dicembre il numero dei morti era di 3 mila persone, uccise in scontri settari nelle regioni centrali della Nigeria dal 2010 in poi.

Strage in NIgeria

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