Everest: Nepal studia come ridurre il traffico degli alpinisti, corde distinte per salite e discese

A metà dell'ascesa, ci sarà un campo base dove verranno monitorate le discese e le ascese e si fornirà anche aiuto a chi è in difficoltà. In caso di risse tra gli alpinisti stranieri e gli Sherpa, pronte sanzioni.

Come fare per ridurre le lunghe code di alpinisti che vogliono arrivare sulla vetta dell'Everest? E' un problema serio per il Nepal che, soprattutto con il bel tempo, si ritrova ai piedi del monte di 8.850 metri una folla come se fossimo sull'Autosole il 15 agosto. Sono al vaglio numerose iniziative per evitare che bisogni attendere anche due o tre ore per poter iniziare la scalata.

Si parla di introdurre corde fisse separate per gli scalatori che salgono e per quelli che scendono. Lo ha detto un funzionario del ministero del Turismo, Mohan Krishna Sapkota. Sempre per fare un esempio più vicino a noi: è come se si volesse trasformare finalmente questa sorta di autostrada verticale a una corsia in due corsie. Nel frattempo, un team starà per tutta la primavera a 5.300 metri, in un campo base, e avrà il compito di monitorare ascese e discese, coordinandole con i leader delle varie spedizioni.

Finora, il Nepal ha fatto pochissimo per risolvere questo problema, nonostante l'Everest frutti al Paese milioni di dollari in tasse. Una squadra di nove membri, come detto, intanto allestirà una tenda al campo base e riferirà sulle attività giornaliere direttamente al governo. Fornirà aiuto in caso di necessità e, nel caso, eviterà pure le risse, che a volte scoppiano tra gli alpinisti stranieri e le guide Sherpa.

In caso di episodi di questo genere, arriveranno le sanzioni: l'annullamento del permesso di scalata e la condanna per gli alpinisti ad abbandonare la montagna (il foglio di via, insomma). L'iniziativa della corde distinte per salite e discese è di sicuro quella più innovativa. Nella stagione primaverile del 2013, più di 800 sono stati gli alpinisti che hanno provato a scalare l'Everest. Il numero, anche quest'anno, dovrebbe essere simile. Dal 1953 a oggi, invece, sono stati più di 4 mila i temerari e centinaia sono stati i morti.

La vetta dell'Everest

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