Giappone, condannato a morte esce di prigione dopo 48 anni: processo da rifare

Nel 1966 l'uomo fu riconosciuto colpevole di quattro omicidi, ma nuovi elementi e il test del Dna ora potrebbero scagionarlo.

Da 48 anni era nel braccio della morte, in Giappone, in attesa dell'esecuzione capitale. E invece è uscito di prigione. Non perché perdonato, ma perché il processo deve essere rifatto. Iwao Hakamada era finito dietro le sbarre all'età di 30 anni e ora ne ha 78. Quando si dice che la giustizia è pachidermica... in questo caso, praticamente immobile. Solo oggi, infatti, grazie a nuovi elementi e test del Dna che scagionerebbero l'uomo, si è deciso per la scarcerazione e per un nuovo procedimento penale.

Il tribunale di Shizuoka giudicherà nuovamente il più anziano condannato a morte del mondo. Nel 1966 fu ritenuto colpevole di diversi omicidi, ma ora sono sorti dubbi sulle sue responsabilità e la pena capitale è stata sospesa. Iwao è uscito dal carcere di Tokyo Kouchisho e si è ritrovato in un mondo completamente diverso da come se lo ricordava.

La scarcerazione è stata trasmessa in diretta televisiva dalla tv pubblica Nhk. L'ex impiegato di una fabbrica di soia ed ex pugile, nel 1966 fu considerato colpevole dell'uccisione del suo datore di lavoro, della moglie e dei due figli di questi. Hakamada ha sempre respinto le accuse, proclamandosi innocente. E ha detto di essere stato costretto dai poliziotti a fare alcune ammissioni. Un comitato di sostegno e l'associazione degli avvocati nipponici chiedevano da tempo la revisione del processo.

La storia di Iwao è commovente. Sua sorella Hideko, che nel frattempo è diventata ottuagenaria, da 48 anni continuava infatti a fargli visita in prigione. Nel dicembre scorso, in Giappone, ci sono state le ultime due esecuzioni di condanne a morte. Al momento, nel braccio della morte restano 129 condannati, secondo i dati forniti dal ministero della Giustizia di Tokyo.

Esce a 78 anni da braccio della morte

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