Marò, nuovo rinvio: la prossima udienza a dicembre

La Corte Suprema indiana ha accolto il ricorso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone: negata la facoltà della Nia di condurre le indagini.

Nuovo rinvio nel processo contro i due marò Latorre e Girone a New Delhi. La Corte suprema indiana si è riunita oggi e ha fissato la prossima udienza al 12 dicembre perché oggi mancavano 3 dei 4 pareri richiesti sulla competenza o meno della polizia speciale Nia a occuparsi della questione. Chiamati a pronunciarsi a riguardo erano i ministeri indiani di Interni, Esteri e Giustizia, oltre alla stessa Nia, ma a oggi è giunta solo la posizione degli Interni.

Udienza rinviata a luglio


Lunedì 31 marzo 2014

- Dopo che la Corte Suprema indiana ha sospeso il processo ai due marò italiani dichiarando ammissibile il ricorso della difesa per sottrarre il caso alla polizia antiterrorismo, il tribunale speciale che deve giudicare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ha deciso di rinviare l'udienza al 31 luglio 2014. Il giudice Bharat Parashar ha tenuto una breve udienza durante la quale ha ascoltato le parti e ha letto l'ordinanza della Corte Suprema che dispone la sospensione del processo. La stessa Corte ha dato quattro settimane al governo indiano e alla Nia per presentare la loro posizione sul ricorso della difesa. Ora, considerato che in mezzo ci sono due mesi di pausa estiva, la data del 31 luglio è stata considerata la più idonea per la prossima udienza.

Marò, la Corte Suprema sospende il processo


Venerdì 28 marzo 2014

La Corte Suprema indiana ha accolto il ricorso presentato lo scorso 7 marzo dai due marò contro l’utilizzo della polizia Nia antiterrorismo. Il processo in corso presso il tribunale speciale a carico di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone è stato sospeso e la prossima udienza si terrà fra quattro settimane.

Al termine dell’udienza, fonti legali hanno sottolineato come la Corte suprema indiana abbia contestato “in toto il diritto dell'India a condurre l'inchiesta e a giudicare i due fucilieri italiani”.

I legali dei due marò avevano presentato un’istanza per opporsi all’utilizzo della Nia (la polizia antiterrorismo) per condurre le indagini sul loro caso, sostenendo che, per sua natura, questa forza di polizia sia impossibilitata ad agire in assenza di specifiche leggi speciali – come il Sua Act – per reprimere la pirateria.

La battaglia legale di Latorre e Girone dura da due anni, da quando, il 15 febbraio 2012, la Enrica Lexie, una nave mercantile italiana, incrocia un’imbarcazione di pescatori locali nel corso di un’operazione anti-pirateria internazionale. Secondo le accuse i due fucilieri scambiano i pescatori per pirati e fanno fuoco uccidendo due padri di famiglia originari del Kerala. I due marò vengono accusati di omicidio e dopo alcuni giorni trasferiti nel carcere di Thiruvananthapuram. La vicenda scatena un duro scontro diplomatico fra il Governo Monti e quello indiano. Nel 2013 le indagini passano alla Nia e si parla addirittura di pena capitale, un’indiscrezione che viene smentita dall’inviato speciale del governo, Staffan de Mistura. Ora a oltre due anni dal fatto il processo è sospeso: la Nia non ha competenza sul caso.

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