Terzo Valico, scontri e proteste sull'altro fronte No Tav

Cresce la protesta fra alessandrino e Liguria per i lavori dell’Alta Velocità. Ieri, ad Arquata Scrivia, le forze dell’ordine hanno sgomberato i manifestanti con la forza

La manifestazione contro il Terzo Valico che si è svolta ieri ad Arquata Scrivia si è conclusa con scontri fra alcuni dei partecipanti (molto provenienti anche dalla Valsusa) e le forze dell’ordine. Una parte dei manifestanti ha raggiunto il cantiere di Radimero ed è riuscita a sfondare le recinzioni.

Dopo la violazione dell’area dei lavori, le forze dell’ordine hanno sgomberati i manifestanti con la forza, sia con il lancio di fumogeni che con l’utilizzo di manganelli.

Un attivista No Tav Terzo Valico di 68 anni è rimasto ferito a causa di una manganellata ricevuta in testa e altre cinque persone hanno riportato delle contusioni.

Le forze dell’ordine ci hanno impedito di andare avanti nonostante avessimo intenzioni pacifiche, tanto che stavamo procedendo con le mani alzate. Hanno lanciato dei lacrimogeni. Hanno usato i manganelli. Ma siamo ancora qui. Questa è una delle strade in cui siamo nati e cresciuti e abbiamo giocato. Non hanno il diritto di fermarci,

hanno detto gli organizzatori, spiegando di avere divelto quasi duecento metri di recinzioni.

Come i loro omologhi valsusini, anche i manifestanti No Tav contro il Terzo Valico ritengono l’opera “inutile e dannosa” e hanno già annunciato una nuova manifestazione di protesta per domenica prossima a Pozzolo Formigaro. Alla manifestazione erano presenti anche Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione, il consigliere comunale di Genova, Antonio Bruno, e Stefano Sarti, candidato nella lista Tsipras.

La ferrovia ad alta velocità Tortona/Novi Ligure-Genova è in progettazione dal 1991 e ha come obiettivo quello di unire le tre grandi città del Nord Ovest (Torino, Milano e Genova) con una linea ferroviaria ad Alta Velocità ed Alta Capacità. Secondo le stime permetterebbe di compiere il viaggio fra Torino e Genova in 71 minuti, quello fra Milano e Genova in 58 minuti. Oltre a contestarne l’inutilità e la dannosità per il territorio, i manifestanti ne contestano anche i costi orami stimati in 6,2 miliardi di euro.

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Via | Il Secolo XIX

Foto © Getty Images

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