Damasco, attacco al Teatro dell’Opera: due morti

L’attacco ha fatto due vittime e cinque feriti. Le forze lealiste stanno cercando di annientare i ribelli dagli insediamenti nella periferia della capitale

Quest’oggi un colpo di mortaio ha centrato il Teatro dell’Opera di Damasco uccidendo due persone e ferendone altre cinque, un’azione che ha costretto le forze del regime a intensificare la campagna di repressione delle forze ribelli nella periferia della capitale. L’obiettivo del Teatro dell’Opera non è stato scelto a caso, visto che il suo nome – Casa Assad per la Cultura e le Arti – evoca la famiglia al Governo da 44 anni e la sua sede è ubicata non lontano dagli edifici governativi.

Proprio in questa sede – inaugurata nel 2004 – Bashar al-Assad pronunciò, nel 2013, un discorso provocatorio in cui ribadiva l’intenzione di continuare a combattere i ribelli impegnati per rovesciare il suo governo.

I ribelli si trovano nelle zone periferiche della capitale e da lì compiono delle incursioni per colpire gli obiettivi situati in centro. Non tutte le periferie sono contro Assad: il borgo rurale di Ghouta, a lungo zona di opposizione al regime, è passato in mano ai lealisti. L’operazione è parte di una strategia tesa a espellere le forze ribelli dalla capitale. L’altra importante partita si sta giocando fra Damasco e il confine libanese: l’obiettivo delle milizie lealiste è di tagliare i rifornimenti di alimenti e armi all’opposizione. Sabato scorso altri colpi di mortaio avevano colpito l’ambasciata russa della capitale. Secondo l’Osservatorio Siriano per i diritti umani, negli ultimi giorni, 22 persone sono state ferite dal fuoco dei ribelli.

View of the new opera house in Damascus

Foto © Getty Images

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