Invalidata la Data Retention Directive: conservare i dati sulle telefonate viola la privacy

Invalidata la direttiva, ma non le norme recepite dalle legislazioni nazionali restano valide.

La Data Retention Directive è stata invalidata dalla Corte di Giustizia Europea perché l'obbligo delle compagnie telefoniche e degli internet service provider di conservare alcuni dati degli utenti viola i diritti fondamentali al rispetto della vita privata. Tuttavia, il fatto che la direttiva sia stata cancellata non basta per cancellare anche le norme recepite dalle legislazioni nazionali, anche se si possono fare ricorsi. Dunque a livello nazionale è possibile che le autorità competenti usino ancora i dati raccolti e conservati dalle compagnie di telecomunicazione.

La Curia ha spiegato che la conservazione di dati come l'orario delle telefonate e delle connessioni dati, i numeri chiamati e la posizione da dove vengono effettuate le chiamate, comporta una "ingerenza di vasta portata e di particolare gravità nei diritti fondamentali della vita privata e alla protezione dei dati di carattere personale, non limitata allo stretto necessario".

I dati raccolti dalle compagnie, infatti, permettono di sapere con chi ha parlato l'utente, quando, quante volte, per quanto tempo e da dove. Si tratta quindi di informazioni troppo dettagliate sulle vita privata dei cittadini, sulle loro abitudini, gli spostamenti e le relazioni sociali. Gli utenti dunque potrebbero avere la sensazione che la loro vita privata sia sotto sorveglianza continua.

Il Presidente dell'Autorità Garante per la Privacy in Italia Antonello Soro ha accolto favorevolmente la sentenza della Corte di Giustizia Europea e ha sottolineato che in effetti i dati di traffico telefonico e internet non costituiscono informazioni neutre, ma rivelano molto degli utenti e della loro vita privata, perciò la conservazione di tali dati per periodi lunghi e in maniera indifferenziata li espone a grandi rischi.

Nella sua sentenza la Curia ha inoltre specificato che i dati conservati per motivi di giustizia devono restare nel territorio dell'Unione Europea e su questa precisazione avrà probabilmente influito lo scandalo del Datagate.

Corte di Giustizia Europea - Curia

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