Frana a Courmayeur: lo smottamento accelera, ma Gabrielli rassicura

Le piogge degli scorsi giorni e l’innalzamento delle temperature che ha sciolto le nevi hanno accelerato l’andamento della frana del monte La Saxe, attestato sui 20 centimetri all’ora

Martedì 22 aprile La frana a Courmayeur continua a tenere la Valle d'Aosta con il fiato sospeso, anche se il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, che in mattinata ha effettuato il sopralluogo, ha rassicurato quanti volessero recarsi da quelle parti durante le vacanze (e ovviamente gli abitanti) dicendo che la frana "è ipermonitorata": "È una frana complicata, che non è rappresentata solo da quelle di centinaia di metri cubi che a breve si disgaggeranno: è una paleofrana di circa 8-9 milioni di metri cubi che sta interessando questa zona da 15 anni. È una delle frane più monitorate d'Italia che al di là di insistere su un piccolo aggregato urbano può avere complicazioni sul sistema viario internazionale, perché siamo a ridosso dell'entrata del traforo del Monte Bianco e un interessamento non solo della porzione più importante, ma basterebbe anche di quella intermedia, bloccherebbe la viabilità internazionale per chissà quanto tempo". Intanto, il traforo del Monte Bianco è stato riaperto.

La frana a Courmayeur

È una Pasqua con il fiato sospeso quella che si sta vivendo a Courmayeur, dove la frana che dallo scorso 8 aprile ha iniziato a smottare verso valle dalle pendici del monte La Saxe è tornata ad accelerare il suo andamento.

La massa di pietre e terra che minaccia il centro abitato di La Palud si trova in una zona il cui monitoraggio era iniziato nel 2009. Lo smottamento dello scorso 8 aprile ha costretto all’evacuazione gli 80 abitanti della frazione a causa del “probabile crollo imminente”.

Lo scioglimento repentino della neve caduta di recente e la situazione di maltempo hanno spinto le autorità comunali a chiudere tre parcheggi nella frazione di La Palud, fra cui quello delle funivie che conducono al Monte Bianco.

Davide Bertolo, dirigente della struttura Attività geologiche del Dipartimento difesa del suolo e risorse idriche della Regione Valle d’Aosta, ha dichiarato che

se la frana che ha fatto scattare stamane lo stato d’allarme continuerà a muoversi a questo ritmo, entro una decina di giorni qualcosa succede.

Secondo uno scenario di crollo più ingente (645mila metri cubi) elaborato dall’Università di Milano, in caso di collasso la massa di detriti supererebbe la Dora di Ferret rendendo necessaria l’evacuazione di un centinaio di residenti e gli ospiti delle strutture ricettive.

L’accelerazione delle frane è stata causata dall’incremento delle precipitazioni e dalle elevate temperature che hanno fatto sciogliere la neve anche in alta quota. Sabato 19 aprile il movimento era sceso a 13 centimetri l’ora, oggi la temperatura è aumentata e con essa la velocità stimata su una media di 20 centimetri all’ora.

Route to the Mont Blanc `A group of mountaineer cover a distance between Aiguille du Midi and the Mont Blanc, France Alps

Via | La Stampa

Foto © Getty Images

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