Bargagli, bambino di 2 anni morto perché drogato con metadone

Il piccolo Mirò è morto a due anni e mezzo per overdose di metadone, sospetti sulla madre: piangeva troppo e voleva farlo dormire?

"Incongrua assunzione di sostanze stupefacenti", overdose di metadone per la precisione: è questa la causa della morte del piccolo Mirò, bambino di due anni e mezzo trovato morto nel letto dalla madre sei mesi fa a Sant'Alberto, una frazione di Bargagli (Genova).

L'esito degli esami tossicologici è giunto solo ora e se da una parte chiarisce finalmente perché il bambino ha perso la vita, dall'altra restano ancora tanti dubbi su come il bambino sia venuto a contatto con il metadone. I sospetti ricadono tutti sulla madre, la cui testimonianza appare confusa.

La donna, Barbara, quando chiamò il 118, giovedì 31 ottobre 2013, disse che, dopo essere tornata da un viaggio a Molassana, dove aveva dovuto svolgere delle commissioni, si era accorta che Mirò scottava e anche il suo fratellino di sei mesi (avuto dall'attuale compagno, padre diverso rispetto a quello di Mirò) gli sembrava raffreddato, perciò li aveva messi entrambi a letto. Disse poi che Mirò aveva dormito per due giorni e che quel giovedì si accorse che non respirava più.

I dubbi degli inquirenti sono tanti, a partire dal fatto che sembra molto strano che la donna abbia fatto dormire il bambino per due giorni senza mai svegliarlo per farlo mangiare o portarlo in bagno e che non si sia preoccupata prima delle sue condizioni. Quando chiamò il 118 il corpicino di Mirò era già freddo. All'inizio si pensò alla meningite, poi a una malformazione cardiaca, ma queste ipotesi vennero rapidamente scartate come possibili cause del decesso.

Ora i risultati del test tossicologico parlano di metadone, ma dove l'ha preso il bambino? In casa non è stato trovato alcun flacone (quindi forse è stato gettato via?), e comunque solitamente va conservato in frigorifero e la confezione è troppo grande perché un bambino minuto come era Mirò riuscisse a prenderlo e a ingerirlo da solo. Gli investigatori non scartano alcuna ipotesi, nemmeno ovviamente quella che possano essere stati gli adulti presenti in casa, dunque la madre e il suo compagno, a dargli quella sostanza per farlo dormire, perché piangeva troppo o perché non riusciva a prendere sonno.

C'è anche la testimonianza di una vicina che è discordante rispetto a quella della madre, infatti se quest'ultima ha detto che Mirò è stato a letto dal martedì al giovedì, la vicina crede invece di averlo sentito giocare rumorosamente il mercoledì, ossia il giorno prima del decesso.

La magistratura ha avanzato l'ipotesi di omicidio colposo e ora è compito degli investigatori fare luce sulla vicenda che ha portato alla morte del piccolo Mirò a soli due anni e mezzo.

Bambino morto a Bargagli per overdose di metadone

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