Yemen: Al Qaeda assalta il palazzo presidenziale

Cinque morti dopo la vendetta per l'uccisione di un capo dell'associazione terroristica.

In Yemen la tensione tra le forze di sicurezza e Al Qaeda (che ha una delle sue roccaforti nel paese) è salita alle stelle: scontri, bombe, agguati e uccisioni sono andati avanti tutto il giorno, per l'intensificarsi dell'offensiva dell'esercito yemenita contro le basi dei terroristi. In un conflitto a fuoco è stato ucciso anche uno dei capi, episodio che ha fatto scattare la vendetta del gruppo un tempo guidato da Osama Bin Laden.

A cominciare gli attacchi di oggi è stata Al Qaeda, che in mattinata ha teso un agguato al ministro della Difesa Muhammad Ahmad e i responsabili dei servizi di intelligence Ali al Ahmad e della polizia militare Awad Awlaqi, aprendo il fuoco contro un convoglio governativo, ma fallendo nel loro obiettivo. La cosa era seguita all'annuncio dell'uccisione, giovedì, di un presunto capo locale di Al-Qaeda, Sharif Shabwani, ucciso nella notte in scontri con le forze di sicurezza a Sanaa.

Non solo: le autorità hanno annunciato anche l'uccisione di altri due affiliati ad Al Qaeda, un daghestano e un saudita, oltre all'arresto di altri due miliziani estremisti di nazionalità francese ma di origini tunisine. In serata è quindi scattata la vendetta: cinque agenti della guardia presidenziale sono stati uccisi in un agguato simile a quello avvenuto in mattinata - ma questa nella capitale Sanaa - aprendo il fuoco a un posto di blocco vicino al palazzo presidenziale per poi dare l'assalto al medesimo. Il capo dello stato yemenita Abd Rabbo Mansour Hadi non era nell’edificio. L’attacco è stato seguito da scontri tra gli assalitori e la guardia presidenziale durati più di 20 minuti. Almeno tre terroristi sono stati uccisi.

YEMEN-UNREST-QAEDA

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